4 processi, 3 assoluzioni, beni recuperati. L’ alcamese Perricone aveva enormi accuse

0
879

Per oltre trent’anni è stato uno dei politici più noti e affermati della città di Alcamo ma non solo. Ha assunto numerosi incarichi istituzionali (consigliere comunale, assessore e vice-sindaco) ma anche di partito nel PSI. Pasquale Perricone, oggi 68enne, fondò anche un movimento autonomo, Area Democratica, che nel 2012 riuscì a raccogliere il 13% dei consensi eleggendo 4 consiglieri comunali a sostegno del sindaco Sebastiano Bonventre. Nel 2016 cominciarono però i suoi guai giudiziari con il coinvolgimento in ben quattro procedimenti penali, tutti coordinati dalla Pm Rossana Penna.

Sette anni di processi e di risonanza mediatica che hanno bloccato la carriera politica e quella imprenditoriale del noto personaggio alcamese. Accuse molto pesanti di associazione per delinquere, corruzione aggravata, bancarotta fraudolenta, abuso d’ufficio, intestazione fittizia di beni, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche., che hanno portato Perricone in carcere il 24 maggio del 2016. Un castello enorme di accuse, anche di essere vicino alla famiglia mafiosa dei Melodia, smontato però dalle sentenze che via via si sono susseguite nel corso deli anni.  Tre assoluzioni con formula piena, l’ultima martedì pomeriggio al tribunale di Trapani, dove Perricone doveva rispondere di interessi privati con il liquidatore della fallita cooperativa CEA. Il reato era già andato in prescrizione ma il PM ha chiesto ugualmente, con onestà intellettuale, l’assoluzione per l’ex politico. Nel dicembre del 2021 arrivarono anche misure patrimoniali e personali con un sequestro di beni di circa due milioni e mezzo di euro. Proposta poi respinta dall’istruttoria di primo grado. Anche qui, come per le altre sentenze di assoluzione, la procura non è appellata facendo diventare definitivi i verdetti. I beni sono quindi in via di dissequestro e di riconsegna.

Pasquale Perricone ha quindi subito finora una sola condanna in primo grado in uno dei quattro processi in cui è stato coinvolto: cinque anni per induzione indebita nei confronti dell’ex funzionario dell’ufficio di collocamento Emanuele Asta, anche quest’ultimo condannato ma a 3 anni e 9 mesi. Per loro due l’accusa era originariamente di corruzione ma è poi venne derubricata in induzione indebita. Il processo d’appello è in corso di svolgimento a Palermo e la prossima udienza è stata fissata per il 9 gennaio.