Primo Maggio del Comune ad Alcamo Marina, la CGIL a Campobello

Il primo maggio ad Alcamo avrà la festa organizzata dal Comune di Alcamo che quest’anno, dice l’assessore Stefano Papa, sarà essenzialmente ad Alcamo marina, con gruppi locali e possibilità per le famiglie di assistere a una giornata di festa. Festa dei lavoratori, lavoro che epr ora manca a tanti ma rimane una feste importante.

Ad Alcamo, come in tutta Italia, il primo maggio come festa dei lavoratori, ha sempre visto due feste diverse, quella del lavoro legata essenzialmente al sindacato e al mondo del Partito Comunista e quella di contraltare di San Giuseppe lavoratore organizzata ad Alcamo dalla Chiesa Cattolica. Due mondi una volta contrapposti che oggi s’intersecano anche per la caduta, sulla carta e nei nomi, dell’ideologia comunista ma restano le due feste fondamentali che si contendevano i partecipanti. Di norma la festa dei lavoratori del primo maggio organizzata dal sindacato si svolgeva con la tradizionale sfilata dei trattori a suggellare il mondo contadino del lavoro, quella di San Giusepep Lavoratore con la processione di un altro san Giuseppe dopo quella del 19 marzo.

Oggi arriva la festa organizzata dal Comune, istituzione dello Stato, dunque laica, che mette magari tutti d’accordo, forse, con una festa, per una spesa di 4 mila euro, così ci dice Stefano Papa. Non ci sarà ad Alcamo invece quelal della CGIl e del sindacato che ha deciso di effettuare la tradizionale sfilata dei trattori e i comizi a Campobello di Mazara. Il Primo Maggio vedrà comunque la festa di San Giuseppe lavoratore per i fedeli cattolici nel quartiere dove sorge l’apposita Chiesa di San Giuseppe, la via Monte Bonifato bassa fino a Piazza Pittore Renda e strade attorno.

Il Primo Maggio è anche la ricorrenza della strage di Portella della Ginestra, nel palermitano, dove una manifestazione di lavoratori dei paesi del palemritano dell’entroterra del partinicese festeggiava non solo il Primo maggio ma anche la vittoria alle elezione del Fronte popolare. Finì in tragedia con l’eccidio di 11 persone, tra cui due bambini, e 27 feriti. Della strage fu accusato Salvatore Giuliano con la sua banda e l’alcamese Salvatore Ferreri in un mistero tutto italiano che ancora, anche se ci sono state sentenze della Corte d’Assise di Viterbo che hanno condannato la banda Giuliano come responsabili ed esecutori materiali dell’eccidio. Al tempo della sentenza però mancarono all’appello due dei principali protagonisti, Salvatore Giuliano, morto in uno scontro a fuoco con i Carabinieri a Castelvetrano il 5 luglio del 1950 e lo stesso Salvatore Ferreri, detto Fra Diavolo, morto in uno scontro con i Carabinieri ad Alcamo il 2 giugno del 1947. Su entrambe le morti, e sulla stessa Strage di Portella, esistono le versioni ufficiali e quelle che gettano invece ombre sulle modalità e avvenimenti.

 

Foto : Manifestazione del Primo Maggio 1947 a Portella della Ginestra

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