C/mmare del Golfo: Tarsu, slitta tutto al 28 febbraio

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Pagamento della tassa sui rifiuti rinviato a fine febbraio. A Castellammare del Golfo la giunta guidata dal sindaco Nicola Coppola ha deciso di postergare il termine per l’esattezza al 28 febbraio. Tutto riportato in una delibera appena approvata dall’esecutivo che in questo modo ha voluto dare risposte ad una comunità che ha esternato difficoltà di non poco conto per pagare un’imposta che ha subito notevoli rincari anche in questo paese, nonostante alla fine la decisione è stata quella di rimanere in regime di Tarsu. “Il termine di pagamento della Tarsu slitta al 28 febbraio senza nessun tipo aggravio e interesse di mora” precisa la delibera di giunta. Iniziativa che vuole andare incontro alle tante difficoltà economiche delle famiglie.

I cittadini dovranno corrispondere una cifra niente male al Comune per coprire i costi di questa tassa sui rifiuti: ben 3,7 milioni di euro, quando invece il servizio costava appena 1,7 milioni nel 2004 ed era in mano all’ente locale. Si pagano quindi anche le storture di un sistema che si è ingrossato a dismisura e che si è rivelato in tutta la Sicilia un fallimento, quello degli Ato, società in fase oramai di liquidazione. Alla fine i rincari a Castellammare sono stati anche abbastanza contenuti. Infatti nel novembre scorso proprio l’amministrazione comunale, a sorpresa, decise di ritirare la proposta di approvazione del regolamento Tares. Un vero e proprio “colpo di scena” quello del sindaco Coppola, che è arrivato dopo una precedente lunga discussione in consiglio comunale e la presa di posizione di associazioni di commercianti. La maggioranza consiliare a sostegno del primo cittadino, infatti, sembrava orientata ad approvare il nuovo regolamento Tares mentre dall’opposizione chiedevano il mantenimento del regime assimilabile alla Tarsu. In questo modo si sono potuti evitare gli ulteriori aggravi previsti attraverso la Tares, primo fra tutti la copertura sulle spalle dei cittadini del 100 per cento dell’imposta. In particolare il Partito democratico si era espresso in maniera forte a favore della Tares mentre Confcommercio, Acal-Confesercenti e Cna avevano sostenuto le enormi difficoltà che avrebbero dovuto sopportare le categoria commerciale e produttive in caso di entrata in vigore della nuova imposta.