Due riunioni erano state convocate per le ore 16 di domani e giovedì nella sala del Collegio dei gesuiti di Alcamo. Ma quella in programma domani non dovrebbe svolgersi poiché la Terza commissione consiliare, che all’ordine del giorno, ha messo l’esame del Piano paesaggistico, prima della discussione  vuole attendere l’esito dell’incontro in programma domani a Palermo presso l’assessorato Regionale ai beni culturali dove andranno i sindaci della provincia di Trapani. “Attenderemo l’esito – afferma Gino Pitò, componente la Terza commissione e chiederò a presidente di convocare anche l’assessore all’Urbanistica per riferirci  i contenuti dell’incontro di Palermo”. La protesta di diversi Comuni è esplosa dopo la pubblicazione dei Piani paesaggistici, dei quali si chiede di rivedere molti contenuti, che penalizzano l’attività urbanistica. Alcuni parlamentari hanno presentato una mozione all’Assemblea regionale, ancora non discussa con la quale chiedono la sospensione dei piani paesaggistici.  Recentemente il gruppo consiliare di Abc e Alcamo cambierà ha tenuto una riunione aperta al Marconi sul problema del Piano paesaggistico. Così come 48 ore dopo sono scesi in campo ad Alcamo gli architetti. Ad Alcamo lo scorso sette marzo con la pubblicazione all’albo pretorio del Comune sono scattate  le norme di salvaguardia, bloccando una sessantina di progetti per realizzare immobili nella fascia nord che va verso Alcamo Marina, che è diventata zona agricola, Tante le limitazioni ad Alcamo col Piano paesaggistico, mente sul fronte dell’Urbanistica si attendono le decisioni per sbloccare i progetti nella fascia pedemontana, così come quelle sul da farsi per il Piano regolatore generale. Intanto  già notificate lettere a proprietari alcamesi  di case abusive non sanabili, che rischiano la demolizione, l’acquisizione da parte del Comune o  la destinazione agli stessi proprietari, che possiedono solo la prima casa, che dovranno pagare una sorta di affitto al Comune. La vicenda di questi immobili abusivi va avanti da diversi anni tra pressioni della Procura della repubblica, invio di commissari e inviti a far rispettare la legge. Tanti sindaci si trovano tra l’incudine e il martello: da un lato. Far rispettare la legge per evitare denunce, dall’altro la reazione di coloro i quali da un giorno all’altro potrebbero trovarsi in mezzo alla strada. Intanto alcuni alcamesi già si sono rivolti ad avvocati per cercare di bloccare i provvedimenti.

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