Zona artigianale Alcamo: acque nere deviate al depuratore. Cna chiede sblocco nuove urbanizzazioni

Riparate le pompe di sollevamento delle acque nere della zona artigianale di contrada Sasi di Alcamo che ora vanno a scaricarsi nl depuratore evitando che queste, non essendo possibile smaltire, andassero a finire nuovamente all’interno delle aziende. E’ questo il risultato che Giovanni Marchese, delegato provinciale della Cna per i rapporti istituzionali per le zone artigianali, ha avuto con l’assessore Valeria Pipitone. Con la componente della giunta Surdi avviato un rapporto di collaborazione per cercare di intercettare finanziamenti per realizzare le opere di urbanizzazione in modo da dare la possibilità ad almeno una quindicina di attività artigianali di aprire nuovi padiglioni.

In primo luogo il completamento delle opere di urbanizzazione delle strade laterali “allo scopo di assegnare nuovi lotti alle imprese artigiane che li richiedono”. In fase di insediamento nuove attività: un mangimificio, una ditta per la  lavorazione in ferro, componenti elettronici e impianti elettrici, che dovrebbero iniziare a diventare operative con l’inizio del nuovo anno. Fino a quando non verranno realizzate le nuove opere di urbanizzazione non si avrà la disponibilità di nuove aree per realizzare paiglioni per nuove attività artigianali.

In più occasioni la Cna  è tornata alla carica per il completamento di una serie di strutture che consentano agli imprenditori di potere lavorare con maggiore serenità, appellandosi al Comune per colmare ritardi. Tale argomento è stato più vòlte affrontato al Comune, ma ancora è tutto fermo. “C’è tanta voglia di investimenti e quindi creare nuovi posti di lavoro- dice Giovanni Marchese, presidente provinciale della Cna, settore produzioni-. C è la disponibilità di fondi regionali ed europei che gli artigiani alcamesi, e non solo, non possono sfruttare poiché è impossibile redigere progetti se non c’è la disponibilità di aree”. L’area di contrada Sasi, istituita nel 2002,  oggi da occupazione a oltre 200 lavoratori.