West Nile Virus, l’ASP Trapani rafforza la sorveglianza

Dopo il primo caso confermato in Sicilia, l’Azienda Sanitaria Provinciale di Trapani ha potenziato il sistema di sorveglianza veterinaria e ambientale per contenere la diffusione del West Nile Virus, un’infezione virale trasmessa dalle zanzare Culex -tra cui la comune zanzara notturna-, che può infettare cavalli e, in rari casi, l’uomo. Il contagio non avviene da persona a persona, ma è considerato una malattia trasmissibile da animali a esseri umani e richiede sorveglianza a livello nazionale

. «Non ci troviamo in una situazione di allarme, ma la salute animale riflette quella umana. Per questo il contrasto agli arbovirus richiede un approccio preventivo e multidisciplinare», spiega Roberto Messineo, direttore del Dipartimento di Prevenzione Veterinaria dell’ASP Trapani. L’intervento riguarda gli allevamenti equini, dove vengono eseguite visite cliniche, e tutto il territorio provinciale, oggetto di sorveglianza entomologica con trappole per la cattura delle zanzare, successivamente analizzate all’Istituto Zooprofilattico di Palermo. Attiva anche la sorveglianza passiva ornitologica, per monitorare eventuali focolai tra gli uccelli selvatici, considerati serbatoi naturali del virus. Parallelamente, l’Unità operativa di Epidemiologia e Sorveglianza Sanitaria è pronta a intervenire per il monitoraggio dei casi umani. Oltre alle misure sanitarie, l’ASP raccomanda ai cittadini e agli operatori zootecnici di adottare comportamenti preventivi: uso di zanzariere e repellenti, eliminazione di ristagni d’acqua, bonifiche ambientali. Secondo la Società Italiana di Medicina Veterinaria Preventiva, solo l’1-2% delle infezioni da West Nile comporta sintomi gravi o il ricovero, mentre la maggior parte dei contagi è asintomatica.

Il virus è noto in Sicilia già da diversi anni. Nel 2022, la morte di Momò Calascibetta, artista palermitano di 73 anni, al Sant’Antonio Abate di Trapani a causa del West Nile aveva richiamato l’attenzione mediatica, e nel 2023, un 54enne di Trapani fu ricoverato in gravi condizioni all’ospedale “Cervello” di Palermo. In entrambi i casi, le autorità sanitarie locali avevano attivato prontamente le misure di contenimento, ribadendo che non esiste un pericolo generalizzato, ma l’attenzione deve restare alta. Anche oggi, la parola chiave resta prevenzione.