Torna in carcere l’alcamese Vincenzo Gatto che si trovava ai domiciliari per motivi di salute. A fare scattare le manette ai polsi è stata la polizia che ha eseguito il provvedimento emesso dal giudice poiché Vincenzo Gatto non avrebbe rispettato le prescrizioni imposte dal magistrato. Vincenzo Gatto assieme al fratello Francesco è stato condannato a 30 anni di reclusione. Sentenza confermata dalla Corte di cassazione nell’aprile del 2021. Entrambi sono ritenuti responsabili dell’omicidio di Enrico Coraci, che fece grande scalpore ad Alcamo, avvenuto nella notte del 21 dicembre del 2016. I giudici hanno anche escluso che l’ omicidio sia maturato negli ambienti dell’uso e dello spaccio di sostanze stupefacenti. Ma che il movente è stato causato da dissapori tra i Gatto e Coraci, frequentatori di locali notturni. L’omicidio è stato preceduto da una lite scoppiata a suon di pugni e ceffoni davanti ad un locale “Fame Chimica” poi chiuso dai carabinieri, che si trovava in piazza della Repubblica. Dopo la lite e un nuovo incontro al Villagio regionale per un chiarimento, dove Francesco Gatto si presentò, assieme al fratello Vincenzo, con un fucile a canne mozze, matricola abrasa, risultato rubato a Manduria, provincia di Taranto. I colpi di arma da fuoco raggiunsero Enrico Coraci, 34 anni, che morì tre giorni dopo il ricovero a Villa Sofia di Palermo. Francesco Gatto durante l’interroga – torio dei carabinieri della compagnia di Alcamo, che condussero le indagini, si difese affermando che i colpi erano partiti accidentalmente.





