Ammonta complessivamente a 430 mila quintali l‘ammasso di uva 2025 nelle tre cantine alcamesi che hanno completato le operazioni di vendemmia e fermato i macchinari che per oltre un mese hanno lavorato a pieno regime. Il giro di affari, ovvero i soldi che entreranno con le vendite nelle tasche dei viticoltori alcamesi, si aggira sui 14 milioni di euro. La coltivazione dei vigneti e la vendita del vino rappresenta il principale fattore economico della città di Alcamo. La cantina Fiumefreddo ha ammassato 250 mila quintali di uva ed è la più grande con i suoi 800 soci. “Buona qualità e quantità -dice il presidente Salvatore Orlando-. Abbiamo registrato un aumento poiché l’ammasso dello scorso anno era stato di 220 mila quintali a causa della siccità”. 81 mila quintali, lo scorso anno 70 mila, con un aumento si registra alla cantina Sant’Antonio che conta su 300 soci.
La Sant’Antonio continua a perseguire la via dell’imbottigliamento con esportazioni in particolare in Inghilterra e a seguire Germani e Francia. La Sant’Antonio ha punti vendita a Palermo e in altre città siciliane per la vendita del vino sfuso o in bottiglia. “Abbiamo registrato un incremento del 20% rispetto alla scorsa vendemmia, raggiungendo 100.000 quintali di uva, di cui 90% a bacca bianca e 10 % a bacca rossa, dice Antonino Grillo presidente della San Francesco di Paola, fondata nel 1964. Poi aggiunge: “Coltiviamo vitigni autoctoni come Catarratto, Grillo, Nero d’Avola, Grecanico e Inzolia, accanto a varietà internazionali come Pinot Grigio, Merlot, Chardonnay, Cabernet e altri. Le nostre tecniche ci consentono di esaltare al massimo aromi, freschezza e qualità dei vini. Oggi forniamo alcune tra le più grandi etichette d’Italia e non solo, e continuiamo a crescere. Stiamo inoltre portando avanti nuovi programmi di vinificazione mirati alla produzione di vini a basso grado alcolico, ottenuti attraverso vendemmie anticipate e accurate selezioni delle uve, per rispondere alle nuove tendenze di consumo e alle esigenze dei mercati internazionali” conclude Antonino Grillo. All’inizio della vendemmia erano tutti vuoti i silos delle tre cantine, contenente vino bianco, venduto soprattutto al nord d’Italia per rinforzare i loro asfittici vini. E già piovono le nuove richieste.
L’anticipazione agli agricoltori è stata fissata in 40 centesimi base venti e i pagamenti avverranno dal tre novembre. Il 10 per cento della produzione è rappresentata dal vino rosso. Fino a qualche anno fa brulicavano di persone i terreni coltivati ad uva. Oggi le vendemmiatrici meccaniche hanno soppiantato gli operai che fra l’altro è molto difficile da trovare. Da 350 a 400 euro all’ettaro con la vendemmiatrice.






