Vaccini a Corleone senza averne diritto, sindaco e assessori fra i ‘furbetti’

Qualche giorno dopo la vaccinazione aveva inviato una lettera al presidente della Regione Nello Musumeci, all’assessore Ruggero Razza e all’ASP affermando che gli amministratori comunali vanno inseriti tra le categorie a rischio e che il sindaco rappresenta la massima autorità sanitaria locale. Così Nicolò Nicolosi, detto Ciccio, ex deputato regionale ed ex assessore regionale al bilancio, si è difeso dalle accuse di ‘furbetto’ della vaccinazione.

I Nas dei carabinieri stanno infatti indagando sull’irregolare uso dei vaccini a Corleone con controlli a campione su 200 delle 800 somministrazioni eseguite. I ‘furbetti’ sarebbero sei e tra questi proprio il sindaco Nicolosi, 79 anni, e 5 suoi assessori. Fra i componenti della giunta vaccinati anche Walter Rà, figlio del direttore sanitario dell’ospedale “Dei Bianchi” di Corleone.

Nicolosi ha confermato di essersi vaccinato, ma non ci sta a passare per furbetto: “La mia è una scelta che rivendico. Noi amministratori – ha spiegato – siamo in prima fila. Non possiamo essere avamposto dello Stato a convenienza”. La vicenda risale a inizio febbraio e si è svolta secondo metodi già attuati in altri centri vaccinali: dosi scongelate, beneficiari che non sono presentati e notizia che arriva al sindaco. “Ovviamente se ci fosse stato un ottantenne accanto a me, – ha affermato ‘Ciccio’ Nicolosi – avrei ceduto il posto”.

Sui rilievi effettuati dai NAS dei carabinieri a Corleone, la procura della repubblica di Termini Imerese avrebbe aperto un’inchiesta. Proprio su questo il primo cittadino corleonese ha esternato la sua soddisfazione: “Sono contento che ci sia un’indagine: così una volta per tutte si comprende l’importanza della tutela di sindaci e amministratori che hanno avuto un ruolo fondamentale, come gli operatori sanitari”.