Undici punti su venticinque oltre i limiti di legge: è questo il dato preoccupante emerso dal monitoraggio 2025 di Goletta Verde lungo le coste siciliane. Il 44% dei campioni analizzati rivela un livello di inquinamento che supera i parametri consentiti, con una concentrazione significativa di criticità nelle foci di fiumi e torrenti. Una condizione che, secondo Legambiente, conferma il malfunzionamento cronico del sistema di depurazione in Sicilia, specchio di una problematica diffusa a livello nazionale.
Durante la conferenza stampa ad Agrigento, alla presenza di rappresentanti regionali e ambientalisti, i dati sono stati illustrati in modo chiaro: su 25 punti campionati, 14 sono risultati entro i limiti, mentre 11 presentano gravi anomalie, tra cui 2 “inquinati” e 9 “fortemente inquinati”.
Nel dettaglio, la provincia di Palermo registra una situazione mista. Bene i 5 campionamenti a mare – tra cui la spiaggia della Praiola a Terrasini, quella di Ciammarita a Trappeto e la foce del torrente Ciachea a Carini – ma le tre foci analizzate sono tutte fortemente inquinate: quella del fiume Eleuterio a Bagheria, lo sbocco dello scarico a Palermo e la foce del Nocella, tra Terrasini e Trappeto. Un dato che allarma, soprattutto considerando la presenza di bagnanti in aree vicine alle foci, spesso non segnalate da alcun cartello di divieto di balneazione.
Critica anche la situazione nel trapanese. Su quattro punti analizzati, tre sono fortemente inquinati: la spiaggia del lungomare Dante Alighieri a Trapani, lo scarico del depuratore a Marinella di Selinunte e la foce del fiume Delia a Mazara del Vallo. Solo la spiaggia di San Cusumano (Erice) risulta entro i limiti. «Le foci sono lo specchio dei nostri limiti nella depurazione – afferma Tommaso Castronovo, presidente di Legambiente Sicilia –. Serve un intervento deciso da parte delle amministrazioni: non possiamo più permetterci inefficienze croniche.»
Un allarme che, come sottolineato da Alice De Marco, portavoce di Goletta Verde, ha un peso non solo ambientale ma anche economico e sanitario: «Se non agiamo con urgenza sulla depurazione, pagheremo in termini di salute pubblica, sanzioni europee e turismo in crisi. Goletta Verde non assegna patenti di balneazione – compito delle autorità – ma raccoglie dati preziosi che dovrebbero essere il punto di partenza per cambiare rotta».






