Tronchi e vegetazione ostruiscono torrente Canalotto. Nel 2009 segnalazione al Genio Civile (VIDEO)

Una lettera indirizzata al Genio Civile di Trapani da un cittadino alcamese segnalava non soltanto la necessità di installare gabbioni metallici sulle sponde del torrente Canalotto, per evitare danni ai terreni che sorgono non molto distanti dal depuratore comunale ma anche l’urgenza di intervenire per rimuovere un grosso tronco che era caduto nell’alveo fluviale e che avrebbe potuto creare un pericoloso tappo al regolare deflusso delle acque, soprattutto in caso di nubifragi. Quel grosso tronco, e adesso anche l’intero albero di eucalipto, è ancora lì ed ha creato non pochi problemi in occasione delle torrenziali piogge di fine ottobre e prima decade di novembre. Il fatto strano, anzi assurdo, è che quella lettera porta la data del 14 settembre 2009, vale a dire più di 12 anni fa.

Il Genio Civile rispose poi al cittadino alcamese qualche tempo dopo, esattamente il 13 ottobre dello stesso anno, inviando la nota anche agli assessorati regionali competenti. L’ex direttore del Genio Civile, Giuseppe Piazza, comunicò di avere effettuato un sopralluogo sul tratto d’alveo del torrente Canalotto segnalato nella lettera e che il corso d’acqua, per circa 500 metri, fosse intasato di una folta vegetazione spontanea e che avesse anche subito il cedimento degli argini. A tal fine l’ufficio regionale riteneva necessario intervenire per la risagomatura dell’alveo e di allocare quei gabbioni metallici con pietrame proprio come richiesto dal cittadino alcamese. Un intervento, di cui non c’era alcuna progettazione, che sarebbe potuto costare circa 300.000 euro.

Da allora sono trascorsi più di 12 anni e l’eucalipto continua ad ostruire il corso d’acqua del torrente che da vallone Nuccio giunge fino ad Alcamo Marina. Il Genio Civile nel frattempo qualcosa fece nei pressi del depuratore le cui pareti rischiavano di franare ma per il resto non si intervenne. Lentezze e lungaggini incomprensibili causate anche dalla nascita dell’autorità di bacino che da un paio d’anni soprassiede agli interventi sui corsi fluviali. Intanto si incrociano le dita e si spera che non si ripetano fenomeni piovosi torrenziali come quelli del 24 ottobre scorso che causarono danni notevolissimi a terreni e abitazioni e che, per puro miracolo, non colpirono anche vite umane.