Frigoriferi, materassi, pezzi di sanitari, pensili da cucina, tavoli, sedie. Non è l’elenco di un mercatino dell’usato, ma la fotografia della situazione in contrada Vallone Monaco, ad Alcamo, dove si trova l’unico Centro Comunale di Raccolta del territorio. La strada, che dovrebbe rappresentare un punto di riferimento per il conferimento regolare dei rifiuti, è invece diventata una distesa incontrollata di spazzatura: quasi tre chilometri ininterrotti di rifiuti abbandonati su entrambi i lati della carreggiata. In molti casi si tratta di ingombranti e materiali plastici, ma non mancano rifiuti edili, sacchi neri non identificabili e perfino resti già parzialmente dati alle fiamme. Il tentativo di bruciare i rifiuti per liberarsene è purtroppo una pratica diffusa, quanto pericolosa.
Le immagini raccontano un degrado crescente, con cumuli sempre più estesi che non solo deturpano il paesaggio, ma mettono a rischio la salute pubblica e la sicurezza ambientale. L’assenza di controlli e l’inciviltà di chi abbandona ogni tipo di scarto senza alcuna remora, trasformano quella che dovrebbe essere una zona di servizio in una discarica a cielo aperto. E non è un caso isolato.
Domenica pomeriggio un incendio si è sviluppato lungo la strada provinciale 132, che collega l’area artigianale di contrada Sasi con il Castello di Calatubo. Le fiamme, alimentate da sterpaglie secche, si sono propagate rapidamente su circa 25 ettari di terreno incolto. L’intervento dei Vigili del Fuoco, Forestale e dei volontari della Protezione Civile è stato tempestivo, ma la situazione ha rischiato di diventare critica. Durante un sopralluogo effettuato dalla Fire Rescue nell’area colpita, è emerso che non si trattava solo di sterpaglie, quella zona è anch’essa una discarica abusiva. Accanto alla vegetazione bruciata sono ben visibili cumuli di rifiuti di ogni tipo. Un nuovo focolaio potrebbe generare fumi tossici altamente nocivi per i volontari, per i residenti e per l’ambiente stesso. La doppia emergenza – ambientale e sanitaria – non può più essere ignorata.
Occorrono misure urgenti: bonifiche, videosorveglianza, sanzioni esemplari e soprattutto un piano serio di prevenzione. I cittadini non possono permettersi di convivere con questo livello di incuria, in un territorio che dovrebbe essere valorizzato e tutelato, non abbandonato al degrado.





