Trapani, Santangelo: il Cie di Milo va chiuso immediatamente

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Il Cie di Milo va chiuso. Questa, in estrema sintesi, la conclusione a cui è arrivato il senatore Vincenzo Maurizio Santangelo, dopo l’ennesima visita a sorpresa al Centro di Identificazione ed Espulsione di Milo a Trapani. Il parlamentare del M5S aveva deciso di verificare le condizioni dei detenuti di nazionalità marocchina e del personale civile e militare che vi lavora, poiché, racconta, «ero venuto a conoscenza di tentativi di fuga dovuti al disagio subito conseguente all’alto numero di presenze e alle condizioni stesse della struttura. L’esito appare sconfortante: Santangelo parla di condizioni «al limite del rispetto dei diritti umani, «tensione palpabile e, nonostante questa fosse la sua sesta visita al Centro, sottolinea «non avevo mai riscontrato tanto degrado». La struttura sarebbe carente dal punto di vista igienico-sanitario, non esistono reti, i materassi sono di gommapiuma e sporchi, le docce fredde, gli infissi rotti e dai tetti entrerebbe l’acqua. Una situazione che starebbe determinando momenti di forte tensione che potrebbero anche degenerare. Il 29 agosto scorso Santangelo aveva guidato una delegazione, insieme all’europarlamentare grillino Ignazio Corrao, per una ispezione al Cie, pochi giorni dopo un tentativo di suicidio. In quella occasione aveva criticato la decisione di far divenire questa struttura un hot spot, ossi uno dei nuovi centri, voluti dalla Commissione europea, dove si faranno le operazioni di identificazione, registrazione e rilevamento delle impronte digitali di chi sbarca, distinguendo così tra chi ha diritto a fare domanda di asilo e chi invece è un migrante irregolare. Gli immigrati verrebbero quindi trattenuti pochi giorni, il tempo necessario per l’identificazione. Per Santangelo mancherebbero i presupposti normativi per l’attivazione dell’hot spot. « È una operazione di maquillage che stanno facendo alla struttura – aveva commentato. Adesso questo appello: «Chiedo, dunque, al Prefetto, al Questore ed a tutti gli enti competenti di attivarsi al fine di chiudere immediatamente il CIE perché – sottolinea – questa situazione è indecente, non degna di un paese civile e al limite della violazione dei diritti umani.