Trapani-Meningite, Asp: “Allarme ingiustificato”

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“Il bombardamento mediatico relativo ai casi di meningite ha prodotto una vera e propria epidemia virtuale, creando nella popolazione uno stato di allerta del tutto ingiustificato e un ricorso alla pratica vaccinale disattesa negli anni precedenti per questa malattia”. Ad affermarlo il direttore generale dell’ASP di Trapani Fabrizio De Nicola, che sottolinea: “Non vi è alcuna emergenza o alcuna epidemia nazionale: il dipartimento di prevenzione mi conforta che la vaccinazione può tranquillamente essere programmata dall’ASP a distanza di giorni o settimane, senza un reale aumento di rischio da parte del cittadino”. L’afflusso non prevedibile presso tutti i presidi vaccinali del territorio ha determinato una gestione di ordine pubblico che ha superato ogni aspettativa e messo in crisi, in alcuni casi, il sistema organizzativo. Pare che nei giorni tra Capodanno ed Epifania si siano verificati anche casi di aggressione al centro vaccinale della Cittadella della Salute, che hanno costretto il medico e gli infermieri a chiamare le forze dell’ordine. “Quasi ogni giorno – ha aggiunto De Nicola – medici e personale infermieristico dei centri di vaccinazioni della nostra provincia hanno lavorato in una situazione di disagio notevole e in alcuni casi reso possibile, solo grazie all’ausilio delle forze dell’ordine, mentre il medico del centro vaccinazioni di Paceco è stato oggetto di offesa e diffamazione tramite social-network”. Il dirigente del servizio epidemiologico dell’ASP, Gaspare Canzoneri, da alcuni giorni ha triplicato le postazioni alla Cittadella. Canzoneri ha voluto ricordare che “ad eccezione della regione Toscana, dove si è registrato un numero di casi di meningite meningococcica superiore all’atteso, non è in atto sul restante territorio italiano e quindi anche nella nostra provincia nessuna emergenza di meningite anzi i casi sono in diminuzione”. Sono i numeri a parlare chiaro: i casi di meningite da meningococco in Italia sono stati 164 nel 2014, 196 nel 2015 e 191 nel 2016. Dunque nessun incremento. Per il solo meningococco C, si contano 36 casi nel 2014, 63 nel 2015 e 67 nell’anno appena trascorso. I circa 30 casi in più degli ultimi due anni, come specifica il dirigente, sono interamente dovuto al ‘cluster’ epidemico in Toscana, dove i casi erano appena 2 nel 2014 e sono schizzati a 30 e a 31 nel 2015 e nel 2016. Nelle altre regioni i numeri sono invariati se non addirittura in calo. Canzoneri in realtà conta sulla “collaborazione dei pediatri e dei medici di famiglia per promuovere e privilegiare altre vaccinazioni, quali quelle dell’infanzia e in particolare l’antimorbillosa, con l’obiettivo di raggiungere le coperture vaccinali, cosiddetta immunità di gregge, ottimali ad impedire la circolazione del virus e prevenire le epidemie nella nostra popolazione”.