Le linee ferroviarie del Trapanese sono tra le peggiori d’Italia e rappresentano in modo emblematico le criticità strutturali del trasporto pubblico nazionale. È il quadro che emerge che dal rapporto “Pendolaria” 2025 di Legambiente, presentato a Roma alla Stazione Termini, che dedica un focus specifico ai disagi vissuti quotidianamente dai pendolari. Particolarmente grave è la situazione della linea Piraineto–Castelvetrano–Trapani. Dopo circa un anno e mezzo di chiusura, da aprile 2024 a giugno 2025, per lavori di ammodernamento e la soppressione di alcuni passaggi a livello, la riapertura non ha prodotto alcun miglioramento concreto del servizio. Al contrario, si sono registrati nuovi disservizi legati a problemi ai passaggi a livello di Mozia-Birgi e Marausa, che hanno determinato frequenti cancellazioni dei treni. I bus sostitutivi attivati non sono stati sufficienti a garantire un servizio adeguato e, in alcune giornate, la situazione ha raggiunto livelli critici. Il 22 ottobre scorso, su 26 treni programmati, ben 13 sono stati soppressi.
A questo si aggiunge lo stallo dei lavori sulla linea Alcamo–Trapani via Milo, chiusa dal febbraio 2013. Dopo oltre dodici anni, l’ammodernamento e l’elettrificazione non sono ancora stati completati, privando la provincia di un collegamento ferroviario strategico e costringendo migliaia di cittadini a ricorrere a mezzi alternativi, spesso più costosi, meno sostenibili e meno affidabili. « Il report rilancia infine una serie di proposte rivolte al Governo, a partire dal rifinanziamento strutturale del trasporto pubblico su ferro e urbano, dal rafforzamento del Fondo Nazionale Trasporti e dall’aumento delle frequenze nelle aree urbane e suburbane. Per Legambiente è necessario partire dalle criticità esistenti per attuare un cambio di rotta deciso nelle politiche della mobilità e garantire a tutti i cittadini il diritto allo spostamento sull’intero territorio nazionale.






