Trapani crocevia della droga. Sequestrati 5 chili di cocaina, 3 arresti, valore 500mila euro

È il terzo maxi-sequestro in pochi mesi: cinque chili di cocaina, tre arresti, un valore di mercato di circa mezzo milione di euro. È il bilancio dell’ultima operazione condotta dalla Squadra Mobile di Trapani, che conferma come la città sia diventata crocevia di un traffico di droga sempre più capillare e pericoloso. Il sequestro, il terzo ingente nel giro di pochi mesi dopo i 12 chili intercettati all’inizio dell’estate, mostra la continuità con cui la droga alimenta le piazze dello spaccio locali, passando anche attraverso insospettabili professionisti e volti noti della vita quotidiana. Il primo arrestato è un quarantenne trapanese, incensurato, titolare di una ditta di impianti di condizionamento: fermato per un normale controllo, aveva con sé 10 grammi di cocaina. La perquisizione domiciliare ha svelato però ben altro: 639 grammi di polvere bianca, bilancino di precisione e materiale per il confezionamento. Per lui, il GIP ha disposto i domiciliari con braccialetto elettronico.

Pochi giorni dopo, è toccato a un altro “insospettabile”: un trentottenne trapanese, anch’egli incensurato e volontario in un’associazione di soccorso sanitario. Fermato mentre guidava, custodiva nell’auto 108 grammi di cocaina sottovuoto. Ha tentato di giustificarsi parlando di una gita in barca con amici, ma la realtà per gli inquirenti è stata ben diversa. Anche per lui è scattata la misura dei domiciliari con braccialetto elettronico. Il colpo più rilevante, infine, riguarda un quarantaduenne siracusano con precedenti specifici, fermato nel quartiere Villa Rosina. Alla vista della polizia ha tentato la fuga, ma è stato bloccato poco dopo. Nel veicolo trasportava 4 chili e mezzo di cocaina, nascosti persino nei filtri dell’aria condizionata. Per lui la Procura ha disposto la custodia cautelare in carcere. La cocaina sequestrata, destinata a rifornire le piazze trapanesi, avrebbe fruttato circa 500mila euro. Un giro d’affari ben strutturato, con ruoli diversi affidati a soggetti eterogenei: dal pregiudicato al “bravo padre di famiglia”, lavoratore, incensurato. Una fotografia amara quella restituita dalle cronache del territorio che collega le piazze di spaccio del trapanese alle maxi piantagioni di Partinico in una rete che sembra non solo non soffrire della crisi, ma di approfittare delle debolezze umane per trarne sempre più profitto.