Trapani-Allarme terrorismo per due libici fermati al porto

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Sei mila e 500 sbarchi in un giorno. In meno di una settimana sono state oltre 10  mila le persone soccorse nel Canale di Sicilia. Il timore, spesso smentito con una certa leggerezza dal ministro Angelino Alfano, che tra costoro possano annidarsi terroristi pronti a compiere attentati in Italia e in altri paesi europei è più che concreto. I controlli da parte delle forze dell’ordine sono sempre più meticolosi, sperando che, come è probabile, qualche invasato non possa superare le maglie di tutte le attenzioni poste dagli inquirenti. In questo contesto si inserisce un inquietante episodio. Due libici, che viaggiavano su un’ imbarcazione di extracomunitari, salvati dalle nostre navi nel Canale di Sicilia, dopo un controllo della Digos di Trapani hanno fatto scattare l’allarme e la successiva denuncia per istigazione e finalità terroristiche.  Nei loro cellulari la polizia ha trovato immagini inneggianti all’Isis. In uno dei telefonini uno dei due libici imbraccia un fucile. Un episodio inquietante in una provincia come quella di Trapani, che ospita in vari centri e alberghi migliaia di profughi o presunti tali. E che l’invasione sia continua e organizzata lo dimostra anche il fatto che stati canaglia come il Qatar e l’Arabia Saudita hanno finanziato e stanno finanziando una ventina di mega moschee in Italia. Una delle quali dovrebbe sorgere a Mazara. Intano la rivista dell’Isis continua a mettere nel mirino il capo della Chiesa cattolica ovvero il Papa. “Rompi la croce” così la rivista dell’Isis attacca il Papa. Nell’articolo, apparso oggi su la “Repubblica”   colpisce, soprattutto, la veemenza e l’odio dell’attacco al Pontefice. Il messaggio sembra rivolto alle giovani leve europee dell’Isis  invitati ad attaccare gli infedeli. Si perché per questi pericolosissimi esaltati, squallidi e vili assassini esiste solo la loro religione: tutte le altre non contano anzi vanno distrutte. E in tal senso un episodio gravissimo viene dal ghetto di Rignano, in Puglia, dove vivono in disastrose condizioni 2 mila extracomunitari. Trecento sono cattolici e frequentavano una baracca trasformata in chiesa. E’ stata bruciata mentre i musulmani possono tranquillamente frequentare un paio di magazzini trasformati in moschee abusive. Queste gravissime situazioni  sono ormai in Italia all’ordine del giorno mentre si parla continuamente di dialogo tra le fedi per fermare l’odio. Ma sarà possibile?