Una casa sventrata, un intero quartiere evacuato, tre vite spezzate. È il bilancio drammatico dell’esplosione avvenuta alle 5:00 del mattino di ieri, 8 gennaio, a Tailfingen, nel sud della Germania. A morire la famiglia Liparoto: una donna di 30 anni, il compagno di 33 e il piccolo Brian, sei anni appena. Una famiglia di origine siciliana, con radici a Castellammare del Golfo, che viveva in Germania da circa dieci anni. Il boato, raccontano i residenti, è stato simile a un terremoto o allo scoppio di una bomba. L’esplosione ha completamente distrutto l’abitazione della famiglia, situata in Josefstraße, una zona densamente edificata, aumentando il rischio di crolli a catena e incendi. Oltre duecento i soccorritori impegnati sul posto tra vigili del fuoco, polizia e unità cinofile. Le operazioni di ricerca tra le macerie sono andate avanti per ore, fino al recupero dei corpi delle tre vittime. 
La polizia tedesca ha escluso al momento ipotesi dolose. L’area è stata messa in sicurezza e la fornitura del gas interrotta lungo tutta la via per consentire gli accertamenti. Secondo quanto emerso nelle ultime ore, gli inquirenti stanno valutando anche la presenza di una bombola di gas rinvenuta tra le macerie: non è ancora chiaro se abbia avuto un ruolo nell’esplosione o se fosse semplicemente presente nell’abitazione, ma resta un elemento centrale dell’indagine. Il bilancio dei danni non si ferma alle vittime. Una vicina di 23 anni è stata trasportata in ospedale per un trauma da esplosione di tipo acustico. Due abitazioni adiacenti sono state dichiarate temporaneamente inagibili. È stato attivato anche un servizio di supporto psicologico per gli abitanti della zona, molti dei quali ancora sotto shock.
Sul posto è intervenuto personalmente il sindaco di Albstadt, Roland Tralmer, che ha tenuto una conferenza stampa per rassicurare la cittadinanza sull’assenza di ulteriori pericoli legati alla rete sotterranea del gas. Intanto la notizia ha attraversato i confini tedeschi, arrivando fino in Sicilia. A Castellammare del Golfo il dolore si è mescolato allo sgomento. Nelle ultime ore è stata avviata una raccolta fondi per sostenere i familiari delle vittime e far fronte alle spese legate alla tragedia: un gesto che racconta di una comunità che, anche a centinaia di chilometri di distanza, prova a non lasciare soli i propri figli.






