Tragedia a Partinico: ritrovato cadavere l’ingegnere di Sciacca appassionato di parapendio

È stato ritrovato senza vita, il corpo di Antonino Santangelo, il giovane ingegnere di Sciacca, 30 anni, scomparso ieri, sulle montagne di Partinico, dopo essersi lanciato ieri pomeriggio per fare parapendio. Il corpo del ragazzo, appassionato anche di tiro con l’Arco, disciplina in cui aveva conquistato il titolo regionale nel 2015, è stato rinvenuto in piena notte, nella zona di Montagna della Fiera. Santangelo, che faceva parte di un’apposita scuola, era partito dalla rampa di lancio di Romitello, assieme ad altri amanti del parapendio. Si sarebbe poi diretto verso il lago Poma ma, poco dopo, si sono perdute le sue tracce..

Le ricerche sono andate avanti fino a notte fonda grazie anche ai vigili del fuoco, al personale del corpo forestale e dei carabinieri, a diverse squadre del corpo nazionale soccorso alpino e speleologico della stazione di Palermo e a un elicottero dell’aeronautica di Birgi.

Difficile ricostruire la dinamica della tragedia. Qualcosa, a un certo punto del volo, ha disturbato o disorientato Antonio Santangelo che si è quindi schiantato contro la montagna che si trova nei pressi delle cave di Mirto.

Il giovane ingegnere era di Sciacca ma abitava a  Palermo in Corso Calatafimi. Le sue grandi passioni erano il parapendio e il tiro con l’arco. In questo sport, seppure praticato da pochi anni, aveva subito primeggiato a livello regionale ma anche in tornei nazionali e internazionali con la sua società di appartenenza “I Grifoni di Sicilia”. Nel 2016 aveva chiuso al diciassettesimo posto nel ranking nazionale su 8 mila arcieri  iscritti in Italia.