Torna l’ora solare, lancette indietro di un’ora. Nessuna abolizione, si va avanti

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Torna il cambio dell’ora: alle 3 di questa notte, le lancette degli orologi si riporteranno un’ora indietro. L’ora legale, entrata in vigore lo scorso 27 marzo, lascerà spazio all’ora solare che ci farà dormire un’ora in più, ma toglierà alle giornate un’ora di sole fino al 25 marzo 2023. Circostanza questa che, nell’attuale contesto italiano, con il problema dei rincari energetici e il caro bollette, non è certamente una delle migliori notizie. L’ora legale, invece, quella scattata lo scorso marzo, esiste in Italia fin dal 1916. Venne adottata durante la Prima guerra mondiale e la sua più grande utilità consiste, proprio nel grande risparmio nei costi grazie a un minore uso dell’illuminazione elettrica.

L’invenzione dell’ora legale è attribuita allo statunitense Benjamin Franklin che nel 1784 scrisse una lettera satirica pubblicata su un giornale di Parigi, nella quale suggeriva, scherzosamente ai parigini, di alzarsi più presto al mattino per sfruttare la luce solare e risparmiare sul costo delle candele. In Italia, l’avanti e indietro delle lancette venne abolito nel 1920 e nei decenni successivi fu più volte introdotto, sospeso, abolito e di nuovo introdotto. Fu poi definitivamente ripristinato nel 1966, durante un periodo di grande crisi energetica e fino al 1980 l’ora legale restò in vigore per quattro mesi all’anno. L’ultima modifica risale a 25 anni fa: da allora il passaggio dall’ora solare a quella legale avviene con uguali tempi e modalità tra tutti gli stati dell’Unione Europea. Da anni ormai si parla di togliere l’alternanza, ora legale/ora solare, senza però arrivare ad una decisione unanime.

La prima volta che il Parlamento Europeo votò nel 2018 sull’abolizione del passaggio, fu una direttiva che delegava la scelta ai singoli Stati entro il 2021: decisione, mai attuata, a causa dell’arrivo della pandemia. Le posizioni in Europa erano e restano diverse: la Francia, ad esempio, vorrebbe tenere per sempre l’ora legale e dire addio a quella solare. Non sono dello stesso avviso i paesi del Nord Europa le cui giornate durante l’estate sono già molto lunghe e l’ora guadagnata non serve per risparmiare sul fronte energetico. E in Italia? Qualche anno fa, il Governo Conte bis fece richiesta formale a Bruxelles per lasciare le cose come stanno. Nulla è però cambiato e così, anche questa notte, si tornerà a portare le lancette degli orologi nuovamente indietro.