Terrasini, omicidio La Rosa, processo l’11 novembre

Sarà celebrato il prossimo 11 novembre davanti i giudici della Corte d’assise di Palermo il processo a carico di tre giovani accusati dell’omicidio del 21enne Paolo La Rosa. Il giovane venne accoltellato, lo scorso febbraio, in prossimità di una discoteca di Terrasini. Verranno giudicati con il  rito immediato. Il sostituto procuratore Daniele Sansone e l’aggiunto Ennio Petrigni hanno ottenuto dal gup Antonella Consiglio che il processo avvenga con rito immediato. I presunti autori di questo grave episodio sono Alberto Pietro Mulè che secondo l’accusa ha sferrato il colpo mortale e deve difendersi dall’accusa di omicidio volontario. Gli altri due imputati Filippo Mulè e Rosario Namio si dovranno difendere dall’accusa di rissa. Paolo la Rosa, figlio di noti ristoratori di Cinisi, venne colpito alla gola e all’addome in piena notte davanti ad una discoteca di Terrasini. Le immagini di una telecamera di sorveglianza hanno ripreso l’intera scena e grazie ai filmati e alle testimonianze il presunto assassino è stato arrestato dopo poche ore. I carabinieri lo hanno trovato nascosto con il cugino Filippo in un casolare nelle campagne di Camporeale. Confermata la ricostruzione del delitto e il movente. Paolo La Rosa non sopportava il fidanzato della sorella e per questo è stato ucciso. Non accettava che Filippo Mulè, giovane violento e senza regole, frequentasse la sorella.
I parenti della vittima si sono costituiti parte civile con l’assistenza degli avvocati Toni Palazzotto e Michele Palazzolo. Purtroppo sono sempre più frequenti aggressioni e omicidi nei pressi di pub e discoteche spesso frequentate da giovani teste calde tatuati e palestrati, che della violenza e sopraffazione hanno fatto il loro stile di vita. Ultimo sconvolgente episodio a Colleferro dove è stato massacrato, da individui che sconcertano solo a vederli in fotografia, il giovane Willy. Avevano collezionato denunce ma scorrazzavano tranquillamente e tutti sapevano, ma le Istituzioni non intervenivano, nonostante tutti sapessero quanto fossero violenti e pericolosi. Ora come ha detto il premier Giuseppe Conte “condanna esemplare”. Ma sarà così? In Italia non esiste la certezza della pena mentre negli italiani cala sempre di più la fiducia nella magistratura.