Tari 2025, Trapani al quarto posto tra le città italiane con la tassa sui rifiuti più alta

Trapani si conferma tra le città italiane con la Tari più cara. Secondo l’ultima indagine conoscitiva del servizio “Stato Sociale, Politiche Fiscali e Previdenziali” della UIL nazionale, nel 2025 il capoluogo siciliano si posiziona al quarto posto nella classifica dei comuni con il carico fiscale più elevato. Per una famiglia tipo di quattro componenti in un’abitazione di 80 mq, il costo medio annuo ha raggiunto i 521 euro, ben al di sopra della media nazionale di 350 euro. Peggio di Trapani fanno solo Pisa euro), Brindisi e Pistoia. Tommaso Macaddino, segretario generale della Uil Trapani, definisce i dati “impietosi” e sottolinea il paradosso che grava sulle famiglie: “Mentre l’inflazione erode il potere d’acquisto dei salari, i cittadini trapanesi pagano una delle tasse sui rifiuti più alte d’Italia per un servizio che spesso non rispecchia l’onere economico richiesto”. L’analisi storica conferma una tendenza preoccupante: la tariffa è cresciuta progressivamente a partire dal 2022 “Da allora a oggi la Tari è aumentata di 64 euro – continua Macaddino –. È inaccettabile che una tassa pensata per coprire i costi del servizio si trasformi in un prelievo forzoso scollegato dall’efficienza reale”. Il confronto con le altre città siciliane evidenzia ulteriori squilibri territoriali: “È una disparità che penalizza i trapanesi e accentua il divario sociale sul territorio”, spiega il sindacalista. Per Macaddino, la soluzione non può limitarsi a interventi tampone: occorrono politiche pubbliche di lungo periodo e un utilizzo strategico delle risorse del PNRR per colmare il gap impiantistico. Il tema della Tari a Trapani torna così a riaccendere il dibattito pubblico, tra famiglie esasperate dai rincari e istituzioni chiamate a tradurre i fondi europei in servizi concreti.