Epifanio Alsazia, abitante ad Alcamo Giuseppe Miraglia, Roberto Raneri alcamese , Ignazio Giordano e Giuseppe La Barbera. Questi lavoratori avvelenati dai gas fognari e morti tra i liquami nell’impianto di sollevamento fognario di Casteldaccia. Grande commozione e partecipazione ai funerali dei due alcamesi deceduti nel gravissimo incidente sul lavoro. Incidenti che si susseguono numerosi con cadenza quotidiana in tutta Italia. Intanto nuova svolta nelle indagini sulla strage. Ci sono quattro nuovi indagati nell’inchiesta e tra questi figura anche un partinicese. Si tratta di Antonio Rappa, 50 anni, ex consigliere comunale di Partinico, indagato in qualità di responsabile del procedimento per quei lavori effettuati sulla fognatura dove morirono il 6 maggio dello scorso anno cinque operai durante i lavori di spurgo della condotta.
La procura di Termini Imerese ha iscritto nel registro degli indagati quattro dipendenti dell’Amap (fra cui per l’appunto Rappa), l’azienda partecipata del Comune di Palermo che si occupa della gestione del servizio fognario. Gli altri tre nuovi indagati sono la responsabile ufficio appalti Wanda Ilarda, il responsabile del servizio protezione e prevenzione Geri Costa e il responsabile dell’impianto di sollevamento di Casteldaccia Sergio Agati. Tutti dipendenti Amap. Le ipotesi di reato vanno a vario titolo, dall’omesso controllo alle violazioni in materia di appalti. Oltre ai quattro sono stati indagati subito dopo la strage, Gaetano Rotolo l’ex dirigente Amap responsabile dei lavori, Giovanni Anselmo, l’amministratore unico della società Tek di San Cipirello, l’azienda aggiudicataria dell’appalto e Nicolò Di Salvo, contitolare della ditta Quadrifoglio, che aveva ottenuto la commessa da 100 mila euro in subappalto. Per loro il reato contestato è omicidio colposo plurimo in concorso con l’aggravante della violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro.






