Strage di Alcamo Marina, archiviata la querela per diffamazione contro l’alcamese Santoro

Si conclude con l’archiviazione da parte della Procura della Repubblica di Trapani il procedimento per diffamazione aggravata che vedeva coinvolto il videomaker Stefano Santoro, autore del gruppo Facebook “INGIUSTIZIA PER APUZZO E FALCETTA” dedicato alla strage di Alcamo Marina.

La querela era stata presentata nel 2021 dall’avvocato Baldassare Lauria, noto per essere stato difensore di Giuseppe Gulotta nel processo di revisione, e riguardava presunti contenuti diffamatori. Nello specifico, la contestazione si focalizzava su un articolo pubblicato sul giornale on line Alqamah, diretto da Rino Giacalone, e su alcuni post diffusi da Santoro sul proprio profilo Facebook. Tali contenuti facevano riferimento a vicende connesse al processo di revisione e alle figure professionali che vi avevano preso parte.

Stefano Santoro, difeso dall’avvocato Alessandra Maria Del Rio, ha visto riconosciuta la correttezza del proprio operato. Dopo aver esaminato gli atti, la Procura ha infatti disposto l’archiviazione del procedimento, ritenendo insussistenti gli estremi del reato.

La querela di Lauria riguardava una dichiarazione rilasciata a Santoro da un testimone, Renato Olino, durante la seconda puntata dell’inchiesta video “Ammazzaru du Sbirri “. Olino, in quell’occasione  aveva affermato di aver ricevuto una somma di 10 mila euro in contanti dal legale di Gulotta.

L’esito favorevole del procedimento ha suscitato soddisfazione in Santoro, che ha commentato: “È un passo verso la libertà di raccontare senza timori ciò che è realmente accaduto”.

Il videomaker, alcamese ed ex cameramen di Alpa 1, che da anni risiede a New York, non sembra intenzionato a fermarsi. Dall’altro lato dell’oceano, con la sua pagina Facebook ‘Ingiustizia per Apuzzo e Falcetta’, non ha mai fermato un solo attimo la sua volontà di far luce su uno dei misteri d’Italia, la strage della casermetta di Alcamo Marina.

Dopo il suo docu-film ‘Ammazzaru dù sbirri’, finito anche al centro di una dettagliata relazione inviata dalla squadra mobile di Trapani alla magistratura, Santoro sta cercando di mettere a fuoco dubbi, misteri e depistaggi nel suo prossimo libro “verità negate”, previsto per gennaio.

Il materiale sul quale si baserà l’opera è vastissimo. Si parte dalla figura di Giuseppe Vesco, imputato principale della strage, che si impiccò misteriosamente in carcere nonostante avesse una sola mano e fosse debilitato; del suo corpo, dopo la morte, non esiste alcuna foto nei fascicoli del tribunale. Un altro elemento chiave riguarda la visita misteriosa di un sacerdote alcamese, a Castellammare di Stabia, dai familiari di una delle due vittime, il giovanissimo Carmine Apuzzo, per chiedere perdono a nome dei condannati. Una richiesta che solleva interrogativi, dato che gli imputati vennero poi tutti prosciolti, assolti e risarciti dopo i processi di revisione scattati nel 2012.

Servizi deviati, coperture e persino volantini delle Brigate Rosse: attorno a quella strage del 1976 ruota di tutto, tranne che la verità, e il lavoro di Santoro mira a svelare proprio questi elementi.