I Guardiani del Territorio esprimono una condanna netta e senza appello all’impianto della Legge di stabilità regionale 2026-2028 attualmente in discussione all’Assemblea Regionale Siciliana. Una manovra che, secondo l’associazione, fondata a Marsala, certifica in modo inequivocabile l’assenza di una vera politica agricola regionale e sancisce l’abbandono consapevole dei territori rurali dell’Isola. Ancora una volta l’agricoltura siciliana viene relegata a ruolo marginale, destinataria di interventi tampone e misure occasionali, prive di una visione strategica. Nessuna programmazione strutturale, nessun progetto di lungo periodo, nessuna risposta adeguata a una crisi che dura da anni ed è aggravata dai cambiamenti climatici. Particolarmente grave è la situazione della viticoltura, settore identitario e pilastro economico di intere aree della Sicilia.
Dopo anni di difficoltà strutturali e climatiche, la risposta della Regione si limita a risorse irrisorie e provvedimenti tardivi, giudicati del tutto insufficienti rispetto alla portata della crisi. L’aspetto più grave, sottolineano i Guardiani del Territorio, è ciò che nella manovra non compare affatto: nessuna misura per affrontare la devastante siccità del 2024. Senza agricoltura, i territori si spopolano e vanno incontro alla desertificazione. I Guardiani del Territorio chiedono una svolta immediata: risorse adeguate, interventi strutturali su acqua e infrastrutture, una vera programmazione pluriennale e il pieno riconoscimento del ruolo strategico della viticoltura e dell’agricoltura nella difesa del territorio e nell’economia siciliana. I territori non possono più aspettare. E, avvertono, non dimenticheranno.






