
Un doppio intervento per due comparti chiave dell’economia siciliana: l’agricoltura e la pesca. La Regione Siciliana ha appena stanziato 30 milioni di euro per gli agricoltori colpiti dalla siccità e pubblicato un nuovo bando da 3 milioni destinato al settore ittico. Il primo provvedimento riguarda il decreto dell’Assessorato all’Agricoltura e alla Pesca che autorizza contributi a quasi 22 mila produttori cerealicoli e di leguminose -circa 1300 euro ad azienda in media. Il bando era rivolto a coprire i danni provocati dalla siccità registrata nei primi 5 mesi del 2024. Ma il problema non è solo la siccità. Pochi giorni fa migliaia di agricoltori siciliani e calabresi hanno invaso Palermo per dire basta alle speculazioni sul grano e all’importazione massiccia di prodotto straniero che fa crollare i prezzi del raccolto italiano sotto i costi di produzione.
Accanto all’agricoltura, si muove anche il fronte della pesca. È stato infatti pubblicato l’avviso pubblico da 3 milioni di euro per il miglioramento delle infrastrutture portuali e dei servizi nei luoghi di sbarco. Il bando, che prevede finanziamenti fino a 1 milione e mezzo di euro per progetto, si rivolge a Comuni, Autorità di sistema portuale e gestori di porti di pesca. Anche in questo caso, solo pochi giorni fa i lavoratori erano in piazza. Pescatori, commercianti di pesce e rappresentanti delle cooperative hanno manifestato chiedendo il riconoscimento dello stato di calamità naturale per tutte le imprese della filiera ittica, oltre a indennizzi, sgravi fiscali, esonero dalle accise sui carburanti. Nei campi e nei porti siciliani insomma cresce la rabbia, e non è garantito che basti la ‘boccata d’ossigeno’ – come è stata definita la misura dal neo assessore leghista Sammartino- per placare due settori che rappresentano due pilastri portanti dell’economia siciliana .





