Sibilia, LND: “Penalizzare i demeriti”. Alcamo retrocesso in Promozione?

Il presidente della Lega Nazionale Dilettanti, Cosimo Sibilia, ha
bloccato sul nascere le intenzioni di alcuni presidenti regionali
di Lega di bloccare le retrocessioni e di confermare quindi gli
stessi organici per la prossima stagione. Il numero uno della LND ha quindi ribadito di voler “premiare il merito e penalizzare il  demerito”. Parole che sembrano lasciar trasparire come il criterio generale possa essere seguito non soltanto in serie D (quindi promozione diretta del Palermo) ma anche nei aampionati regionali.

Secondo questa interpretazione l’Alcamo finirebbe dritto dritto in Promozione lasciando quindi quel massimo campionato dilettantistico regionale dal quale raramente era stato estromesso in quasi 92 anni di storia. Due i casi che ricordiamo: la rovinosa marcia all’indietro dalla serie C2 alla prima categoria nella seconda metà degli anni ’80 e poi, dopo la mancata iscrizione in serie D nella gestione Di Bartolo (allenatore Boscaglia), la ripartenza con un’altra denominazione, Atletcico Alcamo, dalla prima categoria.

La retrocessione per il club bianconero alcamese rappresenterebbe comunque il giusto riconoscimento di quel demerito citato da Sibilia. Mai la squadra dell’Alcamo, in quasi un secolo di vita, aveva inanellato questa serie infinita di sconfitte e questa quantità industriale di reti subite. In 24 gare disputate la squadra di galeoto prima e Di Salvo poi ha raccolto la miseria di 5 punti frutto di appena una sola vittoria e due pareggi. Catastrofico poi il bilancio delle reti: 25 fatte e addirittura 72 subite, vale a dire una media di tre a partita.

La gestione Milotta, avviata da quest’ultimo alla luce di un atto d’amore encomiabile ma un po’ troppo coraggioso, quasi avventato,  ha anche portato in cinque mesi due allenatori e due direttori sportivi, dopo la rivoluzione a metà annata, e un andirivieni costante e quasi incredibile di calciatori. Arrivi da ogni dove, anche dalla Calabria, calciatori di colore, sudamericani, esperti, giovani e giovanissimi. In tutto almeno una cinquantina. Anche il costante mutamento dell’organico ha creato confusione nonostante la squadra in campo non abbia mai lesinato sudore.

Le sconfitte con 9 reti subite, o anche quelle con sette o cinque, non si possono comunque dimenticare e vanno a macchiare indelebilmente la storia dell’Alcamo Calcio. Alla luce dei numeri ma anche dei sempre perenni problemi organizzativi ed economici, i bianconeri non possono negare quei demeriti citati da Sibilia. Nella segno della sportività e anche dell’eccezionalità delle vicende covid, non si può evitare la retrocessione in Promozione.