Caccia, si parte con prescrizioni Ispra. Domani e domenica prima pre-apertura

La storia è sempre quella che si ripete ogni anno, pressocché puntualmente e sistematicamente, non appena la Regione vara la riapertura della caccia e il calendario venatorio. Le associazioni ambientaliste fanno ricorso al TAR, la giustizia amministrativa ferma i cacciatori e la Regione riscrive l’ordinanza. Storia che si ripete ogni anno. E’ capitato anche adesso. Il TAR aveva infatti sospeso la caccia e la Regione Siciliana è corsa ai ripari emanando un nuovo Calendario venatorio che rispetta prescrizioni e suggerimenti dell’ISPRA, l’istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale.

Il nuovo atto, firmato proprio ieri dall’assessore all’Agricoltura, il mazarese Toni Scilla, cambia nuovamente le carte in tavola e riapre in pratica la caccia. Insomma, da domani, scatterà la cosiddetta pre-apertura, prevista anche nelle giornate di domenica 5 e 12 settembre, e di sabato 11. In queste giornate i cacciatori siciliani potranno solo andare alla ricerca del colombaccio e del coniglio selvatico.

Tutte le altre specie si potranno cacciare a partire da domenica 19 settembre, data in cui è prevista l’apertura generale della stagione venatoria, che nella nostra regione andrà avanti fino al 31 gennaio. Alcune specie, però, si potranno cacciare soltanto dopo il 2 ottobre, come suggerito dall’Ispra. Il presidente del TAR di Catania aveva sospeso il Calendario venatorio emanato dalla Regione perché non teneva conto proprio del parere dell’Istituto Superiore Protezione e Ricerca Ambientale.

Lo stesso copione visto più volte negli ultimi anni. Adesso il “Consiglio siciliano della caccia”, ovviamente, ha accolto favorevolmente il nuovo provvedimento dell’assessore Scilla, “rispettoso – si legge in una nota dei cacciatori – delle leggi regionali e nazionali di settore e anche del parere dell’Ispra”, mentre le associazioni animaliste e ambientaliste hanno chiesto subito al TAR di Catania un cosiddetto incidente di esecuzione minacciando anche la “trasmissione degli atti alla Corte dei Conti e alle Procure”.