Sgretolato il M5S alcamese, anche l’on. Lombardo se ne va. Surdi, rimasto solo, bussa al PD?

“Un uomo solo é al comando”. La celebre frase del radio-cronista Rai, Mario Ferretti, riferita al campionissimo del ciclismo Fausto Coppi, potrebbe apparire una forzatura ma, per molti versi, rende l’idea sull’attuale situazione politica che ruota attorno al sindaco di Alcamo, Domenico Surdi. Infatti il suo partito, il Movimento 5 Stelle, ha perduto anche Antonio Lombardo, deputato nazionale, che ha lasciato i ‘gialli’ per aderire al gruppo misto di Montecitorio. L’addio del politico alcamese ai pentastellati arriva a pochi giorni da quello di Ignazio Corrao, europarlamentare, sempre alcamese, che ha aderito ai verdi, e dopo 7 mesi da quello di Valentina Palmeri che, all’ARS, ha dato vita al nuovo soggetto politico Attiva Sicilia.

Insomma la città di Alcamo, definita dai media la più grillina d’Italia sia per le percentuali realizzate nelle varie consultazioni elettorali che per le cariche istituzionali ottenute, perde in pochi mesi tre deputati 5 Stelle, Palmeri, Corrao e Lombardo. L’annuncio
dell’abbandono di Antonio Lombardo al Movimento è stata annunciata ieri da una lettera inviata dal politico alcamese al presidente della Camera al quale comunicava il suo passaggio al gruppo misto.

Alla base della decisione il voto sul MES, strumento sul quale i pentastellati hanno totalmente modificato il loro parere. “La votazione sul Mes – ha scritto l’on. Lombardo sul suo profilo facebook – è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso; non è più ammissibile e tollerabile svendere tutto quello che ci siamo detti e abbiamo promesso per anni”. La lunga riflessione dell’ex pentastellato ha poi toccato anche alcuni argomenti più volte sott la lente di ingrandimento della stampa, a tutti i livelli: il decisionismo verticistico del Movimento. “Azzerato ogni dialogo e dibattito interno, nessuno spazio di confronto. In certi passaggi istituzionali – ha affermato Lombardo – la reazione ad alcuni malumori da parte dei parlamentari è stata la minaccia e il ricatto”. A Montecitorio, però, il
deputato alcamese manterrà il suo sostegno al governo Conte; insomma non passerà all’opposizione.

L’implosone dei 5 Stelle alcamesi rende adesso ancora più
ingarbugliato il quadro delle prossime elezioni amministrative. Domenico Surdi non intende rinunciare alla sua ricandidatura ma dovrà farlo senza Corrao, Lombardo e Palmeri. Tranne che i primi due (un accordo con la terza sembra pressocché fantascientifico) non riescano a trovare una via per sostenere ugualmente Surdi che, ovviamente, dovrebbe restare sotto il simbolo ufficiale dei 5
Stelle.

Un’altra via, quella forse più percorribile, sarebbe quella di spingere per realizzare anche ad Alcamo l’intesa fra pentastellati e democratici. In questa maniera Surdi avrebbe la possibilità di avere al suo fianco anche la lsita del PD, partito che durante la sua giunta è stato sempre all’opposizione. Se questo dovesse accadere, bisognerebbe cambiare la frase del mitico Ferretti: “Un uomo solo è al comando. La sua maglia è giallo-rossa (e non bianco-celeste come nella storica radiocronaca)”.