Sequestro-lampo di 5 pescherecci mazaresi

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    Sequestro-lampo ieri pomeriggio, in acque internazionali, di cinque pescherecci mazaresi, Flori, Eros, Atlantide, Ghibli I e Luna Rossa, intercettati da una motovedetta a 25 miglia dalla costa nordafricana e dirottati dai militari egiziani nel porto di Alessandria d’Egitto.

     

    A bordo una trentina di uomini di equipaggio tra mazaresi e maghrebini.

     

    La notizia del rilascio è stata diffusa dal presidente del Distretto produttivo per la pesca `Cosvap`, Giovanni Tumbiolo, che era stato il primo a lanciare l`allarme, informando dell`accaduto il ministro degli Esteri Giulio Terzi, che aveva appena terminato una visita ufficiale proprio in Egitto. T

     

    E in effetti il sindaco di Mazara del Vallo Nicola Cristaldi aveva dichiarato ieri: “E’ davvero strana la coincidenza che questo sequestro sia avvenuto a poche ore dalla conclusione della visita in Egitto del nostro Ministro degli Esteri, quasi rappresenti un segnale verso il nostro Governo in un momento di particolari tensioni in Egitto.

    Terzi ha subito chiesto al console di Alessandria di assistere i marinai, dopo l`arrivo in porto e all`ambasciatore italiano al Cairo, Claudio Pacifico, di mettersi in contatto con il ministro degli Esteri egiziano, Kemal Amr.

    “Prima di potere lasciare l`Egitto – ha spiegato Tumbiolo – i nostri marittimi hanno dovuto dichiarare che non avrebbero più esercitato la pesca entro 24 miglia dalla costa di quel Paese. Ad alcuni addirittura è stato fatto dichiarare che non avrebbero potuto pescare entro le 200 miglia”.

    “Al di là di ciò – ha concluso il presidente del distretto produttivo `Cosvap` – quel che conta è che si restringe sempre di più lo spazio in cui i nostri marittimi possono pescare. Si pensi alle restrizioni imposte dalla Libia e da altri Paesi”.

    “Urge l`istituzione di un tavolo attorno cui far sedere anche i rappresentanti dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo per potere decidere modalita` di cooperazione e di sfruttamento congiunto del mare e delle sue risorse”.

     

    E Cristaldi ha ribadito “Lavorando in acque internazionali, a poche miglia dalle coste di Paesi quali Tunisia, Algeria, Libia ed Egitto, i nostri pescatori ed i nostri natanti sono maggiormente esposti a pericoli che invece non dovrebbero correre proprio perché lavoriamo da anni affinché il mar Mediterraneo sia un luogo di pace, pacifica convivenza e prosperità. La Città di Mazara continua ad essere una Città dell’accoglienza, ma questo nostro ruolo naturale deve essere maggiormente tutelato”.

     

    La marineria siciliana, finora, ha subito sequestri soprattutto dai libici e dai tunisini. Con l’Egitto non c’erano mai stati incidenti: le sue coste, infatti, restavano lontano dalle rotte seguite nelle battute di pesca, ma da qualche tempo la flotta mazarese ha ampliato il suo raggio d’azione.