Segnaletica castello di Calatubo, bocciato progetto associazione. Illuminazione mai ripristinata

Una sorta di castello invisibile e soprattutto inaccessibili per turisti e appassionati di storia. La roccaforte di Calatubo, che sorge al confine fra Alcamo e Balestrate, non usufruisce di alcuna segnaletica stradale. Fra Alcamo, Castellammare, Baletrate, Partinico e Trappeto non sorge neanche un solo cartello che indichi la strada da percorrere per raggiungere lo splendido castello che versa, anno dopo anno, in condizioni sempre più di degrado e a rischio crolli.

Mi è spesso capitato di imbattermi in turisti che girovagano per quelle zone alla ricerca della strada che conduce al maniero. Incredibile ma vero. Un segno chiaro ed evidente di come le nostre istituzioni abbiano a cuore monumenti di tale importanza e di immensa rilevanza storica oltre ce architettonica.

La mancanza di uno straccio di indicazione stradale è stata, qualche tempo a, al centro di un nostro servizio. Adesso ci è stato segnalato che l’associazione Salviamo il Castello di Calatubo, gruppo di volontari ai quali si devono la cura del sito e le battaglie per sensibilizzare l’opinione pubblica, nel 2018 aveva presentato un apposto progetto per partecipare al “bilancio partecipato”.

La descrizione della proposta parlava di installazione di una specifica segnaletica stradale, attualmente inesistente L’associazione segnalava anche le numerose richieste di informazioni sul percorso di accesso. Il progetto, alla luce di un tariffario di una ditta specializzata in cartellonistica stradale, non venne neanche ammesso alla votazione della cittadinanza alcamese. Si trattava di una spesa di appena 735 euro per una decina di indicazioni.

L’associazione Salviamo il Castello di Calatubo  presentò anche altri progetti per il bilancio partecipato tra i cui quelli relativi  al portone della chiesetta del maniero e la messa in sicurezza di alcune strutture. Vennero tutti bocciati. Uno soltanto arrivò al voto e la comunità alcamese lo approvò, quello da 12.900 euro per il ripristino dei cavi elettrici per l’illuminazione del castello. Il risultato fu però lo stesso dei progetti non ammessi. La roccaforte rimane al buio, da circa 10 anni, e non si sa più che fine abbiano fatto quei fondi.