Un’opera attesa da venticinque anni, finanziata con fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, ma ancora lontana dal vedere la luce. La scuola dell’infanzia di via Papa Pio XII finisce al centro di una dura interrogazione del consigliere comunale Francesco Orlando, che chiama in causa il sindaco e l’amministrazione sulla gestione di risorse pubbliche, tempi e priorità. Il progetto, inserito nella missione M4C1 del PNRR, nasce con un finanziamento iniziale di 1 milione e 800 mila euro. Nel corso dei mesi, però, il costo complessivo dell’intervento è lievitato fino a 3 milioni e 80 mila euro, complice il caro-prezzi e la necessità di garantire la capienza di 90 alunni, obiettivo non modificabile nel sistema ReGiS. Per coprire l’aumento, il Consiglio comunale ha approvato due integrazioni con fondi propri: 590 mila euro a febbraio 2024 e ulteriori 188 mila euro a luglio, attingendo all’avanzo di amministrazione. Fin qui i numeri. A preoccupare Orlando, però, è soprattutto lo stato reale del cantiere. Nonostante l’aggiudicazione dell’appalto integrato risalga al giugno 2023 e l’avvio dei lavori fosse previsto per novembre dello stesso anno, a metà 2024 – secondo quanto riportato nell’interrogazione – l’area mostrava l’assenza di attività significative, se non un semplice scavo. In questo contesto, il consigliere parla apertamente di inefficienza e spreco. Nel mirino finiscono, in particolare, due voci di spesa: la liquidazione di un primo stato di avanzamento lavori pari al 50% per il servizio di pubblicità e monitoraggio del cantiere, comprensivo di aggiornamenti quotidiani sul web e video timelapse, e il pagamento di competenze tecniche per la redazione di una perizia di variante strutturale “in corso d’opera”. Spese che, secondo Orlando, appaiono difficilmente giustificabili in assenza di un reale avanzamento dei lavori. Ancora più pesante è il rischio evocato: quello di un possibile definanziamento PNRR se i tempi non verranno rispettati. Un’eventualità che renderebbe inutili non solo le varianti progettuali e i compensi già liquidati, ma anche l’ingente cofinanziamento comunale.






