Scoperta mini piantagione di cannabis

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    Avevano tutto l’occorrente all’interno della propria stalla: pozzetto d’acqua per l’irrigazione, tubazioni in gomma, attrezzi da lavoro, concime, teloni in plastica riflettenti specifici per la realizzazione di una serra, il tutto per la coltivazione della cannabis indica.

    Salvatore Gelardi, 40enne carinese, noto alle forze dell’ordine per la sua recidività relativa a reati specifici pregressi di coltivazione e detenzione ai fini di spaccio e Salvatore Mazzamuto, 23enne carinese, incensurato, sono stati arrestati dai Carabinieri.

    I due ormai da tempo “coltivavano” questa passione: sono stati infatti sorpresi, muniti di tutta l’attrezzatura necessaria, mentre si prendevano cura di quattro grosse piante di “cannabis indica”, rigogliose ed alte circa un metro e mezzo, all’interno di un terreno di pertinenza di una stalla.

    All’interno del caseggiato, è stato anche ritrovato un contenitore con 200 grammi circa di Marijuana, derivante dalla lavorazione della cannabis e già suddivisa in singole dosi preconfezionate e, dunque, destinata a finire sulle piazze di spaccio illegale della zona, oltre a bilancini di precisione e materiale per il confezionamento della sostanza.

    Nel corso della perquisizione, tra l’altro, è emerso che l’alimentazione di energia elettrica stalla avveniva tramite l’allaccio abusivo alla rete pubblica, ragion per cui è stato anche contestato il reato di furto aggravato.

     

    Per i due è scattato l’arresto immediato, ed espletate le formalità di rito, sono stati sottoposti agli arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida innanzi al G.I.P del Tribunale di Palermo.

     

    Dall’inizio dell’anno, questa è la terza operazione messa a segno dai militari di Carini nel contrasto alla coltivazione di canapa indica, fenomeno molto diffuso in un territorio come quello carinese, che è climaticamente perfetto per la coltura delle piantagioni.