Passano al contrattacco i rappresentanti dei partiti della pseudo maggioranza sulle vicende legate al Piano regolatore. Si tratta dei sette consiglieri vati con Surdi, Pd e Movimento 5 stelle. Scrivono che: “Alcune prese di posizione con comunicati diffusi da forze di opposizione e forze che nemmeno sono presenti in Consiglio Comunale sono l’ennesimo tentativo di trasformare una questione complessa in uno slogan utile solo alla propaganda”. Poi dicono che “ La revisione del Piano Regolatore Generale “non è saltata”, né tantomeno rappresenta un fallimento: è un procedimento amministrativo serio, articolato,
sottoposto a norme stringenti e a passaggi tecnici che non possono essere piegati alla fretta o agli interessi di parte. Parlare di “fuga dei consiglieri” o di “uffici incapaci” significa mancare di rispetto a istituzioni e professionisti che hanno lavorato con rigore e responsabilità. Cosi come parlare di “manovra premeditata” o di “fallimento democratico” significa travisare volutamente i fatti e ignorare il quadro normativo che disciplina la revisione del PRG”.
L’Amministrazione non ha mai ostacolato il confronto né tantomeno “aggirato” il Consiglio comunale. Al contrario, il percorso sul PRG è stato lungo, pubblico e trasparente. Francamente va sottolineato che quasi nessuno si è accorto ad Alcamo di confronti con la città sul Prg, al contrario di quanto sostengono i sette consiglieri della presunta maggioranza. “Il mancato raggiungimento del quorum è un fatto oggettivo continua il documento- che riguarda tutte le forze politiche, opposizione compresa. Tentare oggi di attribuirne la responsabilità esclusivamente alla maggioranza è un’operazione di comodo che non rende un buon servizio alla verità né alla città. Parlare si “inquinamento della procedura” è quindi improprio e fuorviante”. Immediata la risposta del gruppo SiAmoAlcamo: “ La maggioranza – si legge in una nota – che sostiene il sindaco Surdi continua a rifugiarsi dietro comunicati autoreferenziali nel maldestro tentativo di nascondere una verità politica semplice: non governa, non ha i numeri e non è credibile. Definire “slogan” le critiche di chi denuncia il fallimento sul Piano Regolatore Generale è solo un modo per non assumersi responsabilità. Il PRG non è stato adottato perché la maggioranza non è stata in grado di garantire la propria presenza in Aula. Questo è un fatto, non propaganda. Poi i sette consiglieri toccano un altro tasto e dicono “che sul tema del nuovo Ospedale, sarebbe opportuno evitare slogan e mistificazioni: si tratta di un’opera che dipende da scelte regionali e nazionali, su cui l’amministrazione continua a sollecitare e a lavorare con determinazione, senza strumentalizzazioni”.






