Una vicenda che lascia sgomenti: Giovanni Cuvello, 73 anni, pensionato, è stato ritrovato senza vita all’ottavo piano dell’ospedale Villa Sofia, diciotto giorni dopo essersi “allontanato” dal pronto soccorso, dove era arrivato per un malore il 23 settembre. Per giorni familiari e amici hanno lanciato appelli disperati, affisso manifesti, e coinvolto anche anche la trasmissione “Chi l’ha visto?”
Da quel momento scattano le ricerche, ma il corpo dell’uomo era nel frattempo sempre rimasto all’interno della stessa struttura ospedaliera. Secondo i familiari, Cuvello infatti non si sarebbe mai realmente allontanato, rendendo ancora più incredibile e dolorosa la vicenda. Il nipote, intervistato da PalermoToday, racconta lo sgomento della famiglia: “Dopo numerose ricerche, denunce e appelli, alla fine il corpo di mio zio era lì, dentro l’ospedale. È una morte assurda, vogliamo giustizia”. Le autorità hanno aperto indagini per chiarire come sia stato possibile che un paziente, in piena sicurezza sanitaria, sia rimasto inosservato, e i parenti senza nessuna notizia, e sia rimasto morto presumibilmente per quasi venti giorni all’interno di un ospedale. Un anziano arrivato in pronto soccorso presumibilmente con gravi problemi respiratori, di cui già soffriva.
L’episodio solleva interrogativi inquietanti sulla gestione dei pazienti, sulla responsabilità del personale e sulla sorveglianza interna: come può un uomo scomparire senza che nessuno si accorga della sua presenza e che questo succeda proprio nel luogo deputato alla cura degli ammalati? Una morte che, oltre al dolore, lascia un senso di incredulità e amarezza.






