Sciopero precari, altissima adesione dai Comuni di Alcamo e Partinico

Altissima l’adesione questa mattina anche dai Comuni del Golfo di Castellammare alla mobilitazione unitaria che si è tenuta nelle strade del centro storico di Palermo per chiedere al governo regionale la stabilizzazione dei precari storici che da oltre 25 anni garantiscono i servizi ai cittadini. Ad Alcamo e Partinico, secondo fonti sindacali, i precari che hanno preso parte fisicamente allo sciopero sono stati all’incirca il 50 per cento, mentre l’adesione è stata pressocchè totale. Questo ha quindi comportato per entrambi i municipi problemi di uffici chiusi e servizi andati in tilt per l’assenza materiale degli addetti. Negli enti locali oramai è risaputo che molti uffici infatti sono retti quasi esclusivamente da personale precario e basti pensare che a Partinico così come ad Alcamo di lavoratori non di ruolo sono attorno al 60 per cento rispetto all’intera pianta organica. I precari di Alcamo, così come quelli di Partinico, hanno sfilato con determinazione in corteo intonando cori di protesta affiancati dai sindacati di categoria. Per le organizzazioni di categoria sono tre i punti cardine della piattaforma, che consentono l’assunzione dei precari nelle dotazioni organiche dei Comuni: superamento del regime delle proroghe avviando i processi di stabilizzazione nelle dotazioni organiche, storicizzazione delle risorse da parte della Regione in favore degli Enti e superamento dei vincoli assunzionali e finanziari da parte dello Stato. A livello locale si punta soprattutto sull’immediato finanziamento delle funzioni attribuite a Liberi consorzi e Città metropolitane e conferma degli attuali livelli occupazionali nelle ex Province; l’immediata definizione di tutte le modifiche necessarie alla storicizzazione della spesa per il personale precario e l’eliminazione dei limiti assunzionali per avviare un reale e definitivo processo di stabilizzazione di tutti i precari dei Comuni e delle ex Province. “Non è più il momento delle parole – hanno detto in coro Cgil, Cisl e Uil -: il governo regionale ha l’obbligo di destinare ogni risorsa disponibile a queste due vere e proprie emergenze ed evitare l’insorgere di una crisi sociale di cui non potrebbe non essere considerato l’unico responsabile”.