Ancora sullo scandalo dei ritardi degli esami istologici nell’Asp di Trapani. L’Azienda resta parte offesa. Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Trapani, Massimo Corleo, ha infatti respinto l’istanza dell’avvocato Niccolò Grossi, legale dell’insegnante mazarese Maria Cristina Gallo – la prima a denunciare – che chiedeva di considerare l’Asp responsabile civile, quindi non dalla parte delle vittime ma tra i soggetti da processare. Una mossa, quella della difesa, che avrebbe cambiato radicalmente l’impianto del procedimento, chiamando l’Asp a rispondere direttamente dei danni provocati. Per il giudice Corleo invece, l’Azienda Sanitaria deve restare nel processo come soggetto danneggiato. Secondo quanto emerso sinora, 352 diagnosi di tumore sarebbero arrivate in ritardo, con conseguenze potenzialmente devastanti
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