I ristori arrivano, ma con il contagocce. La Regione annuncia che entro la fine dell’anno saranno erogati contributi a chi ha subito danni durante l’ondata di incendi dell’estate 2023 nelle province di Catania, Messina, Palermo e Trapani. Il presidente Renato Schifani ha parlato di «azioni concrete a sostegno di chi sta ancora facendo fronte alle difficoltà», ma la realtà parla chiaro: i numeri non tornano. Il fondo stanziato ammonta a circa 1 milione e 700mila euro per 88 domande accolte, somme recuperate da economie di un bando precedente. Una cifra assai esigua rispetto ai circa 60 milioni stimati come danni complessivi. E non si tratta solo di una questione di conti: i beneficiari dei contributi saranno solo proprietari di immobili danneggiati, eredi di vittime e persone con invalidità permanente uguale o maggiore al 75%. Tutti gli altri, dagli agricoltori agli esercenti, passando per infrastrutture e ambiente, restano fuori.
Secondo ARPA Sicilia, la superficie bruciata nell’estate 2023 ha superato i 57.500 ettari, di cui oltre 11.500 boschivi. Nella sola provincia di Trapani gli incendi hanno devastato 461 ettari di bosco, con giornate in cui sono divampati più di 20 roghi contemporaneamente, alimentati da vento di scirocco e siccità. A peggiorare la situazione, i roghi dolosi: tre persone furono arrestate per aver appiccato il fuoco a vaste aree di vegetazione. Un segnale chiaro che prevenzione, vigilanza e sistemi antincendio sul territorio restano gravemente insufficienti senza altri investimenti. In altre parole, i siciliani pagano ancora una volta il prezzo della carenza di programmazione e della superficialità nella gestione del territorio. Senza un adeguato supporto è solo questione di tempo: gli incendi continueranno a mietere vittime, bruciare boschi e distruggere attività economiche. E con questo tipo di ristori si mette solo un cerottino su una falla che ormai è fuori controllo da troppo tempo.






