Ripartono le demolizioni a Triscina, restano 80 case abusive da abbattere

Si erano fermate  nel marzo del 2020 a causa dell’emergenza epidemiologica. Adesso, le demolizioni di abitazioni di villeggiatura abusive, a Triscina, sono riprese. Gli immobili a suo tempo vennero costruiti sul lungomare della frazione castelvetranese in barba ai divieti di inedificabilità assoluta previsti dalle normative urbanistiche.  Le demolizioni sul lungomare di Triscina di Selinunte vennero disposte, al termine di un lungo costellato di ricorsi e contro-ricorsi, da un’ ordinanza firmata il 4 febbraio dell’anno scorso da Enzo Alfano, sindaco di Castelvetrano.

Le procedure di demolizione erano state dai tre commissari che sono stati alla guida del comune dopo lo scioglimento per mafia nel 2017. Novanta edifici, costruiti sulla lunga e sabbiosa spiaggia, vennero individuati come totalmente abusivi perché costruiti dopo il 1976 nei 150 metri dal mare che la legge regionale di quell’anno tutelava in modo assoluto. Tra proteste, ricorsi al Tar e alla Corte Europea dei diritti dell’Uomo, esposti alla Corte dei Conti i proprietari, che hanno anche attivato il comitato ‘Triscina Sabbia d’Oro’, hanno anche provato a proporre alla Regione di aumentare la misurazione della spiaggia per regolarizzare le case abusive. Niente da fare.

Le demolizioni a Triscina sono poi partite ed ora restano 80 immobili da abbattere, costruiti illegalmente. Le ruspe entreranno in funzione alla presenza di tecnici comunali e forze dell’Ordine che vigileranno “affinché nessuno intralci le operazioni di smantellamento dei fabbricati”. Per le demolizioni il comune di Castelvetrano, che aveva già incassato un finanziamento di tre milioni dalla Cassa Depositi e Prestiti, ha recentemente ottenuto, dal ministero delle infrastrutture, un ulteriore contributo di 524.300 euro.