Rimpasto Schifani: deleghe in bilico e nuovi nomi, per la DC spunta l’alcamese Giacomo Scala

La parola d’ordine alla Regione è «cambi chirurgici». E dietro questa frase si cela l’apertura del presidente Schifani, per la prima volta, alla possibilità di far ruotare anche alcune deleghe rispetto agli assetti attuali. È un altro passo avanti verso il rimpasto. Parlando con i fedelissimi di operazioni «chirurgiche» il presidente Schifani ha lasciato intendere che le deleghe «in ballo» saranno due o tre. Tuttavia l’apertura sul cambio delle deleghe è una mano tesa a Fratelli d’Italia, che è pronto a sostituire Elvira Amata rinunciando all’assessorato al Turismo, teatro delle inchieste che hanno travolto il partito. E per le quali fra oggi e il 23 il Gup deciderà sul rinvio a giudizio prima della Amata e poi di Gaetano Galvagno. FdI potrebbe chiedere la Sanità o in alternativa la Formazione (oggi in mano alla Lega con Mimmo Turano). Il presidente ha lasciato aperta ogni ipotesi.

Intano è partita la corsa agli assessorati. Nuovi volti sono pronti ad approdare nella giunta Schifani. Da oltre due mesi il presidente della Regione detiene ad interim Famiglia, Politiche sociali e Lavoro e Autonomie locali e Funzione pubblica. Al destino dei due assessorati è legato anche il futuro della Democrazia Cristiana all’interno della geografia politica della Sicilia. In casa DC infuri la battaglia. La sospensione del segretario regionale Stefano Cirillo, disposta da un provvedimento del segretario nazionale Gianpiero Samorì, ha gettato il partito nel caos. Secondo indiscrezioni se la Dc entra in giunta il più quotato e il più gradito alla presidenza, è quello dell’ex sindaco di Alcamo Giacomo Scala, che continua dimostrare capacità e preparazione. Oggi segretario provinciale a Trapani, Scala è dal 2022 Commissario straordinario del C.I.A.P.I. (Centro interaziendale addestramento professionale informatica) di Priolo Gargallo (Siracusa). Ex sindaco di Alcamo, nelle ultime elezioni regionali non è stato eletto pur pendendo tantissimo voti il seggio non scattò a causa di una lista debole con altri candidati incapaci di portare voti.