Un pool di avvocati, su mandato di cittadini e operatori economici, è pronto a ricorrere al TAR per chiedere l’annullamento del nuovo e contestatissimo Piano Regolatore Generale (PRG) di Alcamo. Al centro della disputa vi sono numerosi vizi di legittimità e irregolarità amministrative, oltre a variazioni progettuali che starebbero provocando la fuga di importanti marchi nazionali e internazionali.
Il PRG è stato adottato in extremis lo scorso 29 dicembre dal commissario ad acta, Massimo Giuseppe Aleo. La nomina del commissario si era resa necessaria dopo che il Consiglio Comunale non era riuscito ad approvare lo strumento urbanistico a causa dell’incompatibilità di 14 consiglieri su 24, che aveva fatto venire meno il numero legale.
Il fattore tempo è cruciale: superata la scadenza del 31 dicembre, le procedure sarebbero dovute ripartire da zero seguendo le direttive del nuovo PUG (Piano Urbanistico Generale). Invece, in soli due giorni, il commissario ha visionato e approvato un piano la cui predisposizione aveva richiesto anni di lavoro.
Le criticità sollevate dall’Ordine degli Ingegneri
Anche l’Ordine degli Ingegneri della provincia di Trapani ha sollevato forti dubbi, elaborando un documento tecnico che evidenzia diverse criticità:
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Analisi demografica: Il piano prevede nuove edificazioni residenziali non supportate dai reali dati sulla popolazione.
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Mancata partecipazione: Viene lamentato come la cittadinanza non sia stata messa in condizione di partecipare attivamente al processo formativo del Piano.
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Sicurezza e Viabilità: Si segnalano carenze sulla compatibilità idraulica e l’assenza di approfondimenti sulla viabilità. In particolare, è stato eliminato il potenziamento dell’asse nord (collegamento tra via Gammara, via San Leonardo e la SS 113), opera già inserita nel Piano triennale dei lavori pubblici e ritenuta fondamentale.
L’aspetto più critico riguarda il depotenziamento delle zone commerciali e produttive di Gammara e San Gaetano. Rispetto allo schema di massima approvato nel 2019, le attuali variazioni hanno cambiato la destinazione d’uso di aree strategiche.
Secondo uno studio del Centro direzionale nazionale di sviluppo commerciale di Milano, la zona di San Gaetano — grazie alla vicinanza di tre svincoli autostradali — era considerata “altamente attrattiva” per brand leader nei settori moda, ristorazione, elettronica e alimentare. A causa dei nuovi vincoli, queste aziende starebbero spostando i propri investimenti verso i comuni limitrofi di Partinico e Castellammare del Golfo, con una grave perdita economica e occupazionale per Alcamo.
“Manca un impegno straordinario per la vocazione turistica di Alcamo Marina e non sono state considerate le 50 osservazioni della Terza commissione consiliare”, ha dichiarato la consigliera Annalisa Guggino.
Il Piano è attualmente pubblicato all’Albo Pretorio del Comune di Alcamo. I cittadini e i soggetti interessati hanno tempo fino al 26 marzo per consultare gli elaborati tecnici e presentare le proprie osservazioni ufficiali.






