Regione, Proposta su Durc, “affronto a lavoratori e imprese adempienti”

 

 

A complicare la già difficile situazione nell’edilizia, dove il lavoro nero e non-qualificato sorpassano la soglia del 50% e gli appalti pubblici sono ai minimi storici, c’è adesso la cancellazione da parte della Regione, in commissione bilancio, del comma 1 dell’articolo 81, l’articolo sul Durc che garantisce diritti e tutele ai lavoratori e alle aziende che chiedono di lavorare al riparo dai ricatti, dai raggiri e dalle minacce.

“Attraverso il comma 1 dell’articolo 81 – dicono i segretari di Cgil e Fillea, Filippo Cutrona ed Enzo Palmeri – era stato previsto il limite massimo del 15 giugno 2020 per la proroga della validità del Durc, il documento unico di regolarità contributiva. La cancellazione del comma 1 dispone la sospensione del diritto al salario differito e accessorio, ovvero gli accantonamenti alla cassa edile, maturati dai lavoratori.

In pratica, questa cancellazione, qualora venisse approvata definitivamente dal parlamento siciliano, avrebbe cospicue conseguenze non solo per i lavoratori che non avrebbero più accesso agli ammortizzatori del fondo edile, ma anche per la garanzia della parità tra imprese che vorranno partecipare alle già scarse e ambite gare pubbliche. Infatti se, in virtù di questa proroga, si ammettessero ai bandi pubblici anche quelle aziende che non hanno provveduto a presentare il proprio Durc, le aziende adempienti rispetto a questo importante obbligo fiscale si sentirebbero trattate ingiustamente.

 

Cgil e Fillea Cgil chiedono ai parlamentari regionali di attivarsi per ripristinare il comma 1 dell’articolo 81, bocciando categoricamente quanto previsto dalla commissione bilancio.