Reddito di cittadinanza, scade il diritto al sussidio, allarme sociale

Una bomba sociale già innescata e pronta ad esplodere. Dal primo ottobre sono 100 mila i siciliani per i quali scade il diritto al sussidio per chi lo percepisce da 18 mesi. Cresce l’angoscia di tantissime persone che non sanno a quale santo votarsi per percepire l’assegno che consente  il minimo indispensabile per potere vivere. Coloro che percepiscono il sussidio dovranno subire un mese di stop il mese entrante per le verifiche e per presentare la domanda nei Centri per l’impiego e nei Caf. Uno stop che piano piano coinvolgerà tutti i 560 mila beneficiari del sussidio in Sicilia. La preoccupazione di lungaggini burocratiche, considerando anche l’emergenza covid che ha messo ko gli uffici è molto alta. Sussidio a rischio o per percepirlo di nuovo si prevedono ritardi, che aggravano le difficoltà quotidiane di migliaia di persone.  Secondo una ricerca sono poco più di 120 mila gli idonei al lavoro e di questi 75 mila hanno sottoscritto il patto per essere impiegati in caso di offerta di lavoro. Ma quale lavoro in Sicilia agli ultimi posti per il tasso occupazionale aumentato a causa del covid. Intanto l’assessore regionale al Lavoro, Antonio Scavone ha scritto alla ministra Nunzia Catalfo dove sottolinea: “il rischio di sommosse nelle città siciliane se non ci saranno garanzie sul ripristino dell’assegno”. La Sicilia dopo la Campania è la regione che ha il maggior numero di persone che percepiscono il reddito di cittadinanza. E lo stop di un mese senza garanzie sulla ripresa della concessione dell’assegno è destinato a creare problemi.  Se già erano necessari dai 15 ai 30 giorni lo scorso anno per sbloccare una domanda, oggi c’è il rischio che i tempi siano molto più lunghi in questo difficile e drammatico 2020, che ha messo in ginocchio il mondo intero per la pandemia del coronavirus che anche in questi giorni si sta espandendo in molti stati europei. E mentre la maggior parte delle persone che prende il reddito di cittadinanza sta con le mani in mano, anche contro la propria volontà, le aziende siciliane lamentano la mancanza di manodopera perché chi potrebbe andare a lavorare rifiuta l’assunzione preferendo il reddito di cittadinanza.   Secondo i dati dell’assessorato regionale al Lavoro. In Sicilia dall’inizio del reddito di cittadinanza, solo 19 mila hanno ottenuto un contratto a tempo determinato.