Reddito di cittadinanza, Otto mesi per avere una risposta di lavoro

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Otto mesi per avere una proposta di lavoro. Che – parola della Regione – “è auspicabile che arrivi, ma non è detto”. Mentre nei Centri per l’impiego si avvia la fase 2 del reddito di cittadinanza, la profilazione dei candidati e l’inserimento delle loro schede sul software ministeriale, arriva la data del terzo step, quello che materialmente porterà ai beneficiari la possibilità di un lavoro: i primi appuntamenti – per chi ha richiesto il reddito di cittadinanza da marzo al 30 giugno – saranno fissati per il 16 dicembre, ben otto mesi dopo la consegna del primo assegno. “Noi – dicono- però dalla Regione – stiamo facendo i salti mortali per accelerare i tempi. L’accesso informatico al database nazionale ci è stato concesso il 2 settembre, da allora abbiamo fatto l’impossibile per far partire le convocazioni entro un mese”. La prima tranche di convocazioni ha riguardato 162.518 siciliani: a loro, in questa fase, è stato fatto un profilo, con l’esclusione dal “patto per il lavoro” in determinate condizioni (esenzione, necessità di essere inseriti in un altro programma come il “patto di inclusione sociale”, eccetera), per un’operazione che si concluderà il 15 dicembre. Dal giorno dopo inizia la fase più difficile: l’offerta di lavoro, che nel primo caso può essere rifiutata solo se il contratto offerto dista oltre 100 chilometri, nel secondo se si trova a più di 250 e nel terzo in nessun caso.
“Il punto – osservano dalla Regione – è che non è detto che il lavoro ci sia”. Lo dice il portale che ospita le offerte di lavoro affidate alla Regione: si viaggia al ritmo di un paio di centinaia di proposte contro 162.518 beneficiari del reddito. Ai quali, comunque, per i primi otto mesi i posti eventuali non saranno neanche stati proposti