La Corte dei conti fotografa un sistema dei rifiuti siciliano segnato da inefficienze croniche e costi crescenti, in emergenza dal 1999. Il referto 2025 evidenzia carenze impiantistiche, pianificazione incoerente e raccolta differenziata distante dagli obiettivi UE, con il 70% dei rifiuti ancora destinato a discarica. La trasparenza dei dati e la governance regionale risultano insufficienti: il Dipartimento Acqua e Rifiuti ha perso il 30% del personale in dieci anni e registra vuoti dirigenziali. Anche province virtuose come Trapani mostrano criticità strutturali, dall’assenza di impianti per l’organico a discariche non pienamente operative.
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