Raddoppio condotta Cannizzaro di Alcamo, falda gassosa ritarda avvio dei lavori

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È l’unico sistema sorgentizio che approvvigiona la città di Alcamo che non ha cali stagionali. Sono gli impianti di Cannizzaro che erogano costantemente dai 40 ai 43 litri di acqua al secondo. A breve il comune di Alcamo completerà la progettazione per effettuare gli interventi da circa 300mila euro che andranno a migliorare il sistema di pompaggio e che faranno recuperare un’altra decina di litri al secondo. In questa maniera si potranno servire alcuni quartieri che hanno avuto grossi problemi. Tali opere, richieste e ottenute dall’ATI idrico tramite il commissario regionale per l’emergenza idrica, hanno canali di assoluta celerità e di sburocratizzazione. Gli interventi, terminata la progettazione, dovranno durare 45 giorni.  L’acqua di Cannizzaro, attraverso un by-pass realizzato alcuni anni fa, viene immessa nella stessa conduttura che arriva da Dammusi, altre sorgenti che approvvigionano i serbatoi comunali di Alcamo.

Questo significa che in caso di rottura l’interruzione sarà totale da entrambi i sistemi sorgentizi. Per sopperire a tale problema il comune di Alcamo ha ottenuto nel 2022 l’ok definitivo dalla Regione per il raddoppio della conduttura dal by-pass al bottino per un importo complessivo di 3.817.164 euro. Il contratto con la ditta appaltatrice, la DLM Costruzioni di Messina, è stato firmato nel dicembre scorso mentre l’appalto era stato conferito a settembre. I lavori non sono però ancora cominciati. Anzi, per essere più precisi, i tecnici dell’impresa hanno avviato i sondaggi geologici dei terreni e, proprio qui, è arrivata una novità che ha fatto slittare l’inizio effettivo del cantiere che, da capitolato d’appalto, dovrebbe durare un anno e sette mesi.  In contra Monte Longo, oltre all’acqua raccolta dal ruscellamento delle zone a monte, è stata rinvenuta anche una falda gassosa, di probabile origine metanifera.

Tecnici e operai della ditta e del comune di Alcamo hanno quindi avviato il monitoraggio che dovrebbe durare un paio di mesi. I lavori veri e propri, quindi, potrebbero cominciare a settembre per concludersi nell’aprile del 2026. Alla luce della costante erogazione di Cannizzaro, si tratta di un intervento molto importante la cui prima progettazione risale al 2017. Un’opera, però, ancora ancora più importante sarebbe quella dell’intero rifacimento della lunga conduttura che porta l’acqua dalle sorgenti di Dammusi, Chiusa e Rakali fino ai serbatoi comunali di Alcamo. Più di dieci chilometri di tubature che attraversano terreni argillosi e quindi molto soggetti a smottamenti. Una necessità che, probabilmente, avrebbe meritato i fondi del PNRR.