Raddoppiata la scorta del Procuratore Viola

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    Raddoppiata la scorta di protezione al Procuratore della Repubblica di Trapani, Marcello Viola, in seguito ad una serie di intimidazioni che gli sono state rivolte negli ultimi mesi, con lettere minatorie e scritte comparse sull’androne di casa sua.

    L’episodio che, comunque, ha determinato il potenziamento delle misure di protezione, reso noto solo oggi, risale al mese scorso: il magistrato e i carabinieri della sua scorta sono stati inseguiti da un’auto a velocità folle lungo l’autostrada Palermo-Trapani per più di mezz’ora. Nella macchina, un’ Audi con i vetri oscurati, che ha tallonato la blindata del magistrato, costretta a raggiungere i 200 chilometri orari, c’erano almeno due persone, che si sono dileguate nei pressi dello svincolo per Trapani.

    Erano le 8 del 19 aprile. Il giudice ha raccontato quei momenti. “Quell’auto è stata a strettissimo contatto con la nostra per un bel pezzo, poi si è dileguata”.

    La Procura di Caltanissetta sta indagando su quello che è considerato un episodio gravissimo.

    Viola, sostituto procuratore a Palermo nella Dda per tanti anni, ha combattuto la mafia con decine di arresti, decimando la famiglia di San Lorenzo e adesso, a Trapani, ha già arrestato diversi personaggi di spicco della malavita locale. Le inchieste più importanti sono quelle che stanno colpendo gli affari legati all’ultimo boss di Cosa nostra da catturare, Matteo Messina Denaro. Poi ci sono la richiesta di misura di prevenzione per il patron della Valtur, Carmelo Patti, fino all’inchiesta sul vescovo monsignor Francesco Micciché, rimosso qualche giorno fa.