Processo Energetikambiente, Comune di Alcamo ammesso come parte civile

Anche il comune di Alcamo è stato ammesso tra le parti civili al processo per reati ambientali, in particolar modo l’illecito smaltimento di apparecchiature elettriche ed elettroniche in disuso, a carico di un dirigente, un capocantiere e 13 tra operatori e autisti di Energetikambiente, l’azienda che fino allo scorso anno curava il servizio di raccolta dei rifiuti sul territorio alcamese. Il processo si è aperto lunedì dinanzi al tribunale monocratico di Palermo. I legali degli imputati avevano contestato la richiesta inoltrata dell’avvocato del comune di Alcamo, Silvana Calvaruso, perché ritenevano che fosse priva della legittimazione, ma il giudizio ha invece accolto le argomentazioni dell’ente locale ammettendolo la sua costituzione come parte civile.

Uno dei reati contestati, infatti, risulta essere stato commesso in territorio comunale di Alcamo. Inoltre all’epoca dei fatti Energetikambiente aveva con il comune un contratto di servizio per lo smaltimento dei rifiuti e i mezzi interessati dalle condotte illecite erano proprio quelli usati anche per la raccolta dei rifiuti nella cittadina alcamese.        Le indagini, portate avanti dai carabinieri del Nucleo Investigativo Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale (NIPAAF) su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, avrebbero svelato un sistema di smaltimento abusivo dei rifiuti, con attività continue di allestimento dei mezzi e trasporto, orchestrato per far conseguire alla ditta un ingiusto profitto consistente nel risparmio dei costi necessari al corretto smaltimento dei rifiuti.

Il processo riprenderà il prossimo 5 di luglio con l’audizione di un teste dell’accusa e con la discussione sull’ammissione di una grande quantità di intercettazioni. Da calendarizzare anche l’intervento di un considerevole numero di testi. Tempi che quindi potrebbero essere abbastanza lunghi con la conseguente prescrizione di due dei tre capi di accusa.