Processo D’Alì, l’ex senatore ancora in Cassazione. In appello condannato a 6 anni

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Nel luglio 2021 la Corte di Appello di Palermo lo aveva condannato a sei anni di reclusione. Dopo il ricorso della difesa la vicenda dell’ex senatore trapanese, Antonio D’Alì., uno dei fondati di Forza Italia, approda in Cassazione con la prima udienza di oggi. D’Alì è stato senatore dal 1994 al 2018, sottosegretario all’Interno, durante il Governo Berlusconi, dal 2001 al 2006. Il procedimento contro l’esponente politico trapanese era già stato in Cassazione nel gennaio 2018, quando i giudici della Suprema Corte annullarono, con rinvio ad un nuovo processo di appello, la sentenza con cui D’Alì era stato assolto per le accuse successive al 1993 mentre i reati contestati per il periodo precedente vennero prescritti.

Nel luglio 2021 arrivò la condanna a sei anni per concorso esterno in associazione mafiosa. La procura generale di Palermo aveva invece chiesto una condanna a sette anni e quattro mesi per D’Alì ritenuto vicinissimo ad ambienti mafiosi e ad imprenditori collegati a boss trapanesi. Secondo i giudici D’Alì avrebbe “certamente assunto degli impegni seri e concreti a favore dell’associazione mafiosa e ciò lo si può desumere dalla sua già stabile, affidabile, comprovata e ventennale disponibilità a spendersi in favore di Cosa nostra”. La difesa dell’ex senatore ha sempre respinto ogni addebito, in un processo che sta durando tantissimo nonostante sia un “abbreviato”.

L’ex sottosegretario all’interno, in tutta la lunga vicenda giudiziaria, ha incassato due assoluzioni per la dubbia attendibilità di un teste chiave, il “pentito” Birrittella, imprenditore edile ed ex presidente del Trapani Calcio, con indagini definite “disattente e superficiali”. Ci sono poi alcuni episodi chiave, come la vicenda della Calcestruzzi Ericina, ed il trasferimento del Prefetto Sodano. Secondo la difesa Sodano sarebbe stato trasferito senza alcuna pressione di D’Alì anche se poi il suo successore, il Prefetto Finazzo, assegnò alla stessa Calcestruzzi Ericina, nel 2005, tutte le forniture per i lavori inerenti la regata velica Louis Vuitton Cup. Sempre per la difesa, le dichiarazioni di un altro grande accusatore di D’Alì, Don Ninni Treppiedi, ex arciprete di Alcamo, sarebbero state “dettate da astio”.