“Problema Pantelleria”

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    Preoccupazione e inquietudine sono gli stati d’animo espressi dal Presidente Provinciale di Confartigianato Imprese Trapani, che si è fatto interprete del comune sentire delle imprese Commerciali ed Artigianali di Pantelleria, nella lettera indirizzata al Prefetto di Trapani.

    I timori sono legati al crescente stato di insicurezza che si è aggravato particolarmente negli ultimi mesi.

    La stampa locale – dice- ha dato ampio risalto alla precarietà dei trasporti marittimi sull’isola, ma secondo Orazio Bilardo, questo è soltanto uno degli aspetti di un problema molto più grande che lui chiama “Problema Pantelleria” e che investe:

     

    1. L’incertezza della continuità territoriale con i voli aerei, il blocco degli stessi che viene risolto in extremis e soltanto temporaneamente non permettendo a chi sull’isola vuol passare le proprie ferie una regolare programmazione, blocco, tra l’altro, che vi sarà nuovamente ad ottobre (Pantelleria vive quasi esclusivamente di turismo);

    2. La precarietà dei trasporti marittimi, effettuati con navi obsolete, e con incertezza nei viaggi (vedi situazione “Traghetti delle isole S.p.A.”) che mette a rischio il trasporto della nettezza urbana, delle bombole di gas, delle forniture al presidio medico ospedaliero dell’isola, oltre, naturalmente, alla normale mobilità di residenti e non;

    3. Instabilità nella vita lavorativa anche a causa della chiusura del Centro dell’Impiego di Pantelleria che costringe chi deve essere assunto a dover partire per Trapani semplicemente per richiedere la “dichiarazione di disponibilità al lavoro”;

    4. Incertezza, anche nella sanità, con un Ospedale che oggi c’è e domani non si sa a causa della possibile chiusura dei piccoli presidi ospedalieri decisa dal Governo Monti e poi rinviata alle Regioni;

    5. Una pseudo imprenditorialità che sommersa non è più perché sotto gli occhi di tutti, con finti imprenditori, doppilavoristi… e che produce un livello di concorrenza sleale senza precedenti, che mette a repentaglio la semplice sopravvivenza delle imprese artigiane costrette a destreggiarsi tra credito difficoltoso, cartelle esattoriali e Studi di Settore la cui congruità non è più raggiungibile in una economia falsata come la nostra.

     

    Intanto da ieri pomeriggio sono più di 80 le aziende sull’isola che hanno affisso all’interno della propria attività il manifesto (qui pubblicato) come primo segno di ribellione a questo stato di cose.

     

    Palpabile è sull’isola che la preoccupazione di un domani incerto possa sfociare in rivolta sociale, conclude il Presidente Provinciale di Confartigianato Imprese Trapani.